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Il nigeriano Anthony danza sotto la pioggia

La passione della danza vince su tutto. Anthony conquista il mondo con la danza.

Anthony
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Anthony è un ragazzino nigeriano di 11 anni, allievo della scuola di danza Daniel Osowei Ajala. Danza scalzo sotto la pioggia, sul fango, come unica base ha un cartone malconcio, sul quale poter piroettare.

Il video che lo mostra imperterrito e tenace nel tenere le posizione della gamba e delle braccia, mentre piroetta in condizioni estreme, ha fatto il giro del mondo. E’ diventato virale e ha entusiasmato moltissime persone, fra le quali anche Fade Ogurno, ex ballerina, che con un tweet si è offerta di finanziare l’intera formazione di Anthony.

Come ex ballerina sono gelosa delle sue linee, delle sue punte dei piedi e della sua grazia senza sforzo. Voglio pagare per la sua intera istruzione in qualsiasi parte del mondo fino a quando non si laureerà all’Università”, ha dichiarato Fade.

Grazie alla collaborazione della The leap of Dance Academy, la scuola di danza nigeriana di Daniel che offre lezioni gratis ai ragazzi talentuosi, Fade aiuterà anche altri ragazzini.

La danza in Nigeria

Daniel Osowei Ajala ha rilasciato un’intervista in cui spiega com’è nata la sua scuola. Daniel trasuda passione e grandi sogni, mentre racconta la sua formazione e la volontà ferrea di lanciare dei nuovi talenti, pur nelle difficoltà evidenti in cui versa la Nigeria, acuita ancora di più dall’attuale pandemia. Daniel ha postato il video di Anthony perché vorrebbe portare il ragazzino in Italia e farlo partecipare a gare e concorsi.

Già l’Agorà dance Academy ha invitato la scuola di Daniel a partecipare ad un loro saggio finale che si terrà, come di consueto, al Teatro sociale di Como. Il sogno di tutti gli allievi della scuola nigeriana è proprio quella di ballare in un vero teatro.

Alcuni ballerini italiani, fra i quali Alessandra Laurenzi, Oliviero Bifulco e Verena Filippini stanno preparando delle videolezioni per gli allievi nigeriani e invieranno anche alcuni tappetini, visto che manca proprio tutto.

Breve storia della Nigeria

La Nigeria divenne un protettorato britannico all’inizio del Novecento e vi rimase fino al 1960, quando un movimento indipendentista creò i presupposti per staccarsi dalla Gran Bretagna e creare uno Stato autonomo. Unito non lo fu mai, perché al sud la cultura occidentale e la capacità di evolversi culturalmente ed economicamente cozzò sempre contro un nord invece ancora molto arretrato.

Ancora oggi i problemi di disunione e conflitti creano una situazione sociale molto pesante.

Dalla Prima alla Terza Repubblica, la Nigeria fu uno stato governato da moltissimi conflitti politici interni e rivolte militari che culminarono con governi di tipo militare fino al 1999 quando Obasanjo, un ex militare, ma con le idee democratiche, ereditò una nazione stagnante economicamente. Liberò molti prigionieri ingiustamente incarcerati dai governi precedenti, diede più libertà di stampa e cercò di aprirsi agli stati esteri.

Molti ancora sono i conflitti inter etnici e le violenze continue a cui Obasanjo cerca di porre fine con tutti i mezzi possibili.

La Nigeria, tuttavia, continua a vivere una drammatica situazione a causa di instabilità, violenza, fragilità economica. La crisi dei rifugiati ha iniziato il suo quinto anno, accrescendo i numeri di una vera tragedia umanitaria. Secondo i dati Unhcr, 1.700.000 Nigeriani risultano sfollati all’interno del Paese. Più di 203.000 persone sono rifugiate e circa 482.000 sono sfollati in Camerun, Ciad e Niger.

Le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno e molti vengono detenuti senza motivo. Fra essi molte donne e anche bambini. Le attività terroristiche sono perpetrate da Boko Haram. Questi e i suoi guerriglieri diffondono in alcune zone della Nigeria solo terrore, degradando con le guerre e le uccisioni i pascoli, i territori e tutto ciò che servirebbe invece a far crescere la vita e la popolazione di questo paese sfortunato e bersagliato.

La lezione di Anthony

Cosa significa dunque danzare in queste condizioni? Anthony è la prova che, nonostante le difficoltà e le terribili condizioni sociali ed economiche in cui ci si trovi, la passione batte tutto e vince la miseria, la penuria di mezzi e risorse.

Con i suoi volteggi ci dà una lezione che non dovremmo mai dimenticare: la perseveranza. Le scuole di danza, come le scuole in generale, in Nigeria, sono in condizioni disagiate. Perciò questi ballerini si allenano con grande caparbietà e passione, tanto da non badare a nulla, né al fango, né ai loro piedi esausti e callosi. Piroettano e tendono le gambe, con muscoli d’acciaio, non certo allenati in una palestra chic, ma in mezzo al nulla, con il mondo nel loro cuore.

Abbiamo già discusso qui di storie di ballerini o ballerine che vincono ogni ostacolo e sfidano i pregiudizi.

Del resto, ricordiamolo pure che c’era chi, qui in Italia, non molto tempo fa, attraversava fiumiciattoli e territori sconnessi, sotto la pioggia e con la neve, macinando chilometri, pur di ricevere un’istruzione che lo salvasse da una vita mediocre. La scuola di Barbiana docet.

 

 

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