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Ileana Florescu e le “Biblioteche Sommerse”

Ileana Florescu e le sue "Biblioteche Sommerse" come mutano i libri tra acqua e tecnologia

Ileana Florescu Biblioteche Sommerse
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“I Libri devono sopravvivere, costi quel che costi e se per farlo dovremo inventarci dei Libri Sottomarini allora inventeremo delle “Biblioteche Sommerse”.

Ileana Florescu arriva in Italia già adolescente, figlia di madre italiana e padre inglese si sposta con la famiglia dal Marocco alla Svizzera . Si laurea a Firenze in lettere e filosofia per dedicarsi in seguito alla storia della commedia dell’arte.

Il suo percorso artistico inizia a Roma nel 2001 dove la galleria Pio Monti Arte Contemporanea espone per la prima volta una sua fotografia “Meteorite”.

Nel 2002 Diego Mormorio (storico – critico della fotografia) le propone una personale fotografica “Scie” alla galleria romana Acta International.

Le sue ultime opere sono concentrate sull’unione tra fotografia e letteratura, esposte in diversi musei e gallerie sia in Italia che all’estero.

Ileana Florescu ci mostra come cambia la forma dei libri nelle sue “Biblioteche Sommerse” mentre dalla Svezia al porto di Bari scopriamo le “Biblioteche Galleggianti”

Ileana Florescu ha iniziato in riva al mare dove i sassi hanno colto il suo interesse a tal punto da volerli imprimere sulle sue pellicole fotografiche. Lavora come ricercatrice storica dove è circondata da libri che usa per le sue ricerche, è da questo stretto rapporto che nasce Libri Sommersi dove la domanda nasce spontanea: quale sarà il destino dei libri cartacei in relazione all’era digitale?

Ileana Florescu si ispira a classici come Don Chisciotte,  Ventimila Leghe Sotto i Mari, Jules Verne:

“Guardavo sbalordito e ammiravo quell’organizzatissima Biblioteca Sottomarina e non riuscivo a credere ai miei occhi”

Ileana Florescu rappresenta in una serie fotografica “La Biblioteca Sommersa”, dove racconta appunto alludendo a questi fantastici classici, l’immersione dei libri in acqua concentrandosi sul mutamento delle pagine a contatto con essa.

“I libri in acqua” – dice Ileana Florescu – “hanno difficoltà di adattabilità, non galleggiano, la carta non resiste all’acqua, le pagine si sciolgono, il libro modifica la sua forma, sfuma il suo contenuto.”

Le parole sembrano fluttuare sfocandosi a ritmo della corrente sottomarina, le pagine si modificano, cambiano forma e consistenza e, se Ileana ci incanta con le “Biblioteche Sommerse”, in Svezia esistono dal 1959 Biblioteche Galleggianti che portano libri nei posti più remoti.

Epos (Bok Baten) è una Biblioteca Galleggiante che opera dal 1959 in minuscoli luoghi in tre contee della Norvegia, Hordalan Sogn Og Fjordane e More Og Romsdal, portando i libri in prestito dove le biblioteche non esistevano. Nel 2005 la nave era in servizio 126 giorni all’anno prestando 53.300 libri.

Le Biblioteche Galleggianti o Sommerse rappresentano una metafora, un compromesso tra il voler restare o andare via, strascichi di ‘memoria nomade’.

L’idea, nata nel 1959 era stata pensata per non fare annoiare i passeggeri del battello durante la traversata, quale modo migliore di una “Biblioteca Galleggiante”? La lettura è un piacere immenso, un viaggio infinito nel tempo, passato, presente e futuro; se poi si unisce alla lettura un panorama mozzafiato come quello dei Fiordi Svedesi, penso che ogni traversata possa diventare un viaggio ad oltranza.

Inutile dire che, se ne parliamo ancora oggi il progetto ha avuto successo  a tal punto da ampliarne il raggio d’azione, oggi l’imbarcazione può contenere circa 6.000 volumi, altri 20.000 sono in prestito tra gli abitanti di Svezia e Norvegia.

Epos oltre che prestare servizio come Biblioteche Galleggianti o Sommerse organizza attività a bordo delle navi che riguardano lettura, musica o teatro; il servizio viene effettuato tra aprile e novembre, periodo climaticamente favorevole per gli spostamenti.

La Svezia è uno dei paesi più alfabetizzati del mondo, ricca di biblioteche pubbliche e con numerose risorse educative da proporre ai suoi residenti.

BokBaten – Epos ha pensato di non lasciare nessuno senza parole su cui riflettere, fantasticare e imparare.

Questo fantastico progetto è giunto sino alle nostre acque, nel porto di Bari una barca a vela “Kalimche” è stata adibita a tale scopo. All’inizio questa imbarcazione era stata confiscata ai criminali, affidata poi al ministero della Giustizia è stata restaurata da giovani in situazioni di disagio.

Otto minori sotto misure penali o in comunità hanno dato il loro contributo a questo progetto, un pretesto per aiutare questi ragazzi a riappropriarsi con il loro impegno a una nuova vita dando una veste e un significato diverso a questa imbarcazione.

Kalimche è passata da strumento del crimine a mezzo di recupero per minori e ora, è vista come simbolo di riscatto e legalità “Kalimche la Biblioteca Galleggiante o Sommersa di Bari”.

Questo articolo oserei dire possa rappresentare la trasformazione prima allusiva di Ileana Florescu con le sue “Biblioteche Sommerse” dove i libri cambiano forma a contatto con l’acqua, poi sembra quasi rinascano nel progetto di “Biblioteche Galleggianti” dove i libri raggiungono i posti più sperduti in cerca di lettori.

Un libro testimonia l’unione tra vecchio e nuovo, toccarlo, sentirne il peso, annusarlo, ascoltare il fruscio di ogni pagina girata rappresenta un legame atavico con le nostre origini.

A propositi del cartaceo in epoca digitale la Florescu afferma:

“Ad un certo punto io mi sono posta il problema del destino del cartaceo in un’era digitale, non sparirà mai il libro ma, cambierà forma; ho cambiato forma al libro buttandolo in acqua”

 

 

 

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Ileana Florescu
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