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Vallo di Adriano

Inghilterra. Scoperto un nuovo tratto del Vallo di Adriano

A Newcastle, nel nord dell’Inghilterra, è stato scoperto un tratto del Vallo di Adriano, il muro che divideva la Britannia dalla Caledonia

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Una nuova scoperta archeologica in Inghilterra ha portato alla luce un nuovo tratto del Vallo di Adriano, in Inghilterra. Una scoperta importantissima, perché aiuta studiosi e archeologi a rendere sempre più chiaro come e quando siano iniziati i lavori del Vallo.

La scoperta è stata annunciata dalla società Northumbrian Water, che gestisce la rete idrica di Newcastle: il rinvenimento infatti è stato effettuato in un’area molto frequentata e trafficata della città durante alcuni lavori di manutenzione. Gli inglesi non sono nuovi a queste scoperte, infatti, ad aprile di quest’anno è stata ritrovata una villa romana.

Una scoperta eccezionale

Vallo di Adriano Il Vallo di Adriano è il muro difensivo che taglia in due la Gran Bretagna, ma non smette di sorprenderci e di mostrarci i suoi segreti. La sezione ritrovata è lunga circa tre metri e si trova sotto terra. Da una prima analisi, pare risalga al primo periodo di costruzione del muro. Gli archeologi hanno fatto notare la differenza di pietre utilizzate: durante la prima fase venivano utilizzate pietre grandi, successivamente, le pietre hanno dimensioni ridotte.

A dare un’idea della rilevanza della scoperta è l’archeologa Philippa Hunter della società Archaeological Research Services, chiamata da Northumbrian Water per analizzare i ritrovamenti:

Nonostante sia ben documentato che il tracciato del Vallo di Adriano passasse da quest’area della città, è davvero emozionante aver trovato i resti del Vallo e avere dunque l’opportunità di saperne di più su questo sito così significativo a livello internazionale. E questo è particolarmente vero in ragione del fatto che crediamo di aver scoperto una parte risalente alla fase di costruzione più antica del Vallo. È sempre un piacere lavorare assieme a Northumbrian Water che si prende cura in maniera molto seria della tutela di resti archeologici come questi.

Afferma invece Graeme Ridley di Northumbrian Water:

È incredibile aver fatto questa scoperta eccezionale, e siamo lieti di collaborare con Archaeological Research Services per assicurarci che la struttura venga adeguatamente protetta. È una testimonianza incredibilmente speciale del patrimonio del Nord Est e siamo onorati di esserne parte. Abbiamo completato i lavori in quest’area: si è trattato di un’operazione importante per assicurare che i nostri clienti continuino a ricevere acqua eccellente e di alta qualità.

Vallo di Adriano Il Vallo di Adriano: il confine tra Inghilterra e Scozia

Il Vallo di Adriano, in latino conosciuto come Vallum Hadriani, è la grande fortificazione, patrimonio dell’Unesco, costruita nel I secolo d.C., che segnava il confine tra la provincia romana della Britannia e la Caledonia, ovvero il territorio corrispondente per gran parte all’odierna Scozia, abitato dai caledoni.

Il lungo muro voluto da Adriano venne iniziato nel 122 e venne terminato nel 128. Era una lunghissima muraglia di pietra, di ben 120 km, (pari a 80 miglia romane). Il muro serviva a separare i romani dai Barbari, cioè tutti quei popoli che non accettavano l’integrazione e le leggi della società romana.

Rientrava tra quello che veniva definito come limes romano, ovvero la linea di confine dei territori romani. Il muro faceva parte di un sistema difensivo che, da nord a sud, comprendeva:

  • un glacis (spalto) e un profondo fossato, armato con file di pali appuntiti;
  • il muro;
  • una strada ad uso militare;
  • il Vallum: due grossi argini con un fossato nel mezzo. Il Vallum probabilmente delimitava una zona militare piuttosto che essere inteso come fortificazione principale, anche se le tribù britanniche stanziate a sud erano anch’esse talvolta un problema.

Il Vallum Hadriani sorvegliato da unità legionarie e ausiliarie per un totale di 9.000 uomini, tra fanteria e cavalleria. Col decadere dell’impero, entro il 400 d.c. la guarnigione fu abbandonata e il muro cadde in disuso. Gran parte delle pietre vennero depredate e riutilizzate per edifici locali fino al XX sec.

Queste scoperte ci ricordano quanto sia stato grande e potente l’antico popolo romano.

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