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Isaac Cordal

Isaac Cordal lo scultore che parla di politica e cambiamento climatico

Isaac Cordal, lo scultore che realizza opere contemporanee incentrate su questioni globali

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Attenti alle sue opere, possono essere ovunque! È molto importante parlare di artisti che si focalizzano su aspetti sociali e morali, allontanandosi dalla categoria merceologia artistica dell’esteta, essi sono fondamentali per il nostro tempo perché attraverso la creazione delle loro opere espongono messaggi su argomentazioni attuali di primaria importanza sui quali riflettere.

È così che oggi parliamo di Isaac Cordal, uno scultore che realizza minuziose sculture che non vengono apprezzate solo per la bellezza artistica ma anche perché svegliano la coscienza portando alla riflessione.

Isaac Cordal Isaac Cordal

Le sue sculture dove sono?  Non sono esposti in grandi musei, sono ovunque, tra noi! C’è chi li ha viste spostarsi come nomadi da una città all’altra, chi sui muri, sulle strade, in pozzanghere, in armadi.

Piccole statuette di 25 cm di altezza che portano un carico sulle spalle… hanno un ruolo importante quello di far riflettere sulla vita, sul cambiamento sociale, sulla politica, sul cambiamento climatico, sulla svalutazione della nostra esistenza, sottolineato dalla carica espressiva dei volti di questo prototipo umano realizzato, fermo, con gli occhi stanchi e persi nel vuoto.

Isaac Cordal e le sue sculture riflessive

Si può capire la parte caratteriale e psicologica dell’artista solo osservando le sue sculture.  Isaac Cordal, classe 1975, è un artista fuori dal tempo.

Realizza le sue piccole sculture per incentivare al pensiero la gente e le sue installazioni si possono trovare in luoghi inusuali ed improbabili, in tutti quegli scorci, in tutti quegli angoli di paesaggio, nelle zone della città abbandonate, che non sono di uso comune.

Isaac Cordal Isaac Cordal

È proprio lì che trova ispirazione, in quei posti dimenticati dalla gente e dal tempo, un po’ come i suoi omini in giacca e cravatta, prototipi degli umani che dimenticano e vengono dimenticati. Simboli di decadenza, di vuoto, di fine, sculture che fanno riflettere su ciò che stiamo perdendo: la vita.

Il nostro sguardo è così fortemente focalizzato su cose belle e grandi, mentre la città contiene anche zone che hanno il potenziale per essere belle, o che erano davvero belle in passato, che trascuriamo. Trovo davvero interessante andare a cercare proprio quei luoghi e attraverso interventi su piccola scala per sviluppare un modo diverso di vedere il nostro comportamento come una massa sociale. – Isaac Cordal

Le sculture di Isaac Cordal sono apparse in molte città importanti Bruxelles, Londra, Berlino, Barcellona, Parigi, Milano, ecc ed Hong Kong con la mostra disCONNECT incentrata sul tema della pandemia.

“Anche se ci proteggiamo con una maschera, la pandemia ci ha smascherato. La realtà è che continuiamo ad osservare il mondo dall’ingresso di una grotta e la natura è colei che detta le regole. La pandemia mostra la fragilità e la vulnerabilità degli esseri umani. In un certo senso, possiamo vederlo come un campanello d’allarme per la nostra arroganza come specie ..”- Isaac Cordal

Isaac Cordal

Una delle sue apparizioni più famose è con Follow the leader (Segui i leader), dove Isaac Cordal incita a riflettere sul rapporto uomo-ambiente.

“Delle sculture in resina poliuretanica dipinta, avvitate su una base metallica e immerse nell’acqua, dando libero sfogo all’immaginazione di tutti: traboccamento delle acque del pianeta o riflesso dell’incoscienza collettiva di fronte ai cambiamenti climatici? Un invito a lasciarsi sopraffare dai tuoi pensieri…”

Isaac Cordal Isaac Cordal

Le installazioni sono varie, perché appaiono in diverse città. In queste foto Isaac Cordal espone ad Annecy in Francia. Si notano alcune figure che si disperano portandosi le mani sulla testa, altri guardano ignari l’acqua che li circonda, altri telefonano, tutti sono in movimento eppure appaiono in calma apparente, ormai consapevoli di ciò che li aspetta o forse delusi dal non aver agito in tempo.

È proprio questo il bello delle opere di Isaac Cordal, quello di lasciarci liberi nel pensiero. Le sue installazioni possono esprimere tutto e niente, dipendono da ciò che pensiamo osservandole, ci lasciano entrare nel suo inconscio ed interagire con il nostro.

Isaac Cordal Isaac Cordal

Ciò che è certo è che tutti questi uomini-leader, riunitisi per discutere sulle misure da adottare per il riscaldamento globale, hanno lo sguardo perso nel vuoto. Sono consapevoli, ma, non sanno cosa fare.

Isaac Cordal

Un’altra installazione particolare è Romanticisme du chaos (Romanticismo del caos) dove Isaac Cordal medita sulla condizione umana e sulla sua disumanizzazione. “Riflette sul progresso e lo condanna”, la sua scultura ci fa riflettere, ci fa percepire lo strazio, il dolore, la tristezza, il disagio, che noi tutti proviamo almeno una volta al giorno, presi di sobbalzo.

Perché? Forse perché viviamo in un mondo, in una società che ci vuole automi, robot senza sentimenti, persone stressate, spente, vuote, caricate dai problemi che la società ci infligge, ma che, forse, non fanno parte di noi. Uomini disumanizzati, corpi che hanno dimenticato di coltivare la loro anima.

Isaac Cordal Isaac Cordal

In Ego Monuments, mostra personale, Isaac Cordal espone attraverso le sue sculture l’ego monumentale della società, l’incapacità di adattamento e rispetto per la natura che ci ospita. Tutti i personaggi sono stati rappresentati con gli occhi chiusi o rivolti verso il basso mentre fissano lo schermo del cellulare, o mentre si estraniano dalla realtà con le cuffie all’orecchio. L’incapacità di vedere oltre il nostro ego, l’incapacità di fare qualcosa di realmente utile e costruttivo per la società e per la nostra Terra, ormai, è parte di noi.

Esseri innamorati di sé stessi e niente più.

“Ad un certo punto, dobbiamo esserci persi” dice l’artista “e non siamo stati in grado di trovare la via d’uscita. Forse perché abbiamo industrializzato il ruolo di spettatore diventando spettatori assenti. Ciechi alla propria realtà, ripetiamo schemi in modo industriale. Noi siamo la nuova versione del colonialismo; stiamo aspettando il cambiamento climatico prendendo il sole sulla spiaggia e viviamo permanentemente esposti, controllati, sporgendoci al balcone pubblico dei social network…”

Le opere di Isaac Cordal sono davvero tante, viaggiano di città in città, di posto in posto portando con sé questioni globali quali gli effetti del progresso tecnologico, del degrado ambientale e della politica. Vi invito ad ammirarle sul sito ufficiale dell’artista: Isaac Cordal – Eclissi di cemento – Arte urbana (cementeclipses.com)

 

 

 

 

Cosa pensi di Isaac Cordal e dei messaggi fondamentali che l’artista manda attraverso l’arte?
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