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Istanbul e Cappadocia, diario di viaggio di Valentina Pau

Alla scoperta della Cappadocia e di Istanbul

Valentina Pau

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Caro icrewer, oggi ti raccontiamo il diario di viaggio Valentina Pau, in Turchia, alla scoperta di Istanbul e della Cappadocia.

Valentina ti darà qualche consiglio su cosa vedere e come muoverti, se anche tu, ami i viaggi con itinerari storico-artistici.

Valentina parte per la Cappadocia

Valentina, che è romana [ puoi trovare un’intervista qui sul suo viaggio in Giordania] ha prenotato il suo volo di andata per la Turchia, partendo dall’aeroporto di Ciampino, con destinazione Istanbul, nella quale non si è fermata,  poiché ha preso un volo interno per la Cappadocia, strabiliante terra che nel 1985 è divenuta patrimonio Unesco:

alcuni viaggiatori si muovono in macchina, anche di notte, per poter vedere tutto, sia Istanbul che la Cappadocia, ma le distanze sono molto grandi e si rischia di non vedere le cose essenziali. Tra l’altro il volo interno non superava le 30€ a persona per una durata di circa un’ora e mezza. Si risparmia moltissimo tempo, da poter usare per vedere molto altro e ce n’è da vedere in Turchia!

Giunta in Cappadocia dove è rimasta per 4 giorni, è nella Valle di Goreme, che ha alloggiato, per la sua posizione strategica, in modo da poter raggiungere i punti di interesse storici, artistici e  naturalistici.

La Valle di Goreme è la famosa valle da cui partono le mongolfiere tutti i giorni all’alba e di cui ti abbiamo messo un video girato da Valentina stessa con il suo smartphone, durante il suo viaggio.

Le mongolfiere della Cappadocia sono 150. Per salire su una una di esse è necessario prenotare prima, i voli partono dai 100 ai 300 euro in base alla tempistica di prenotazione, prima prenoti e meno paghi. Tutto il contrario di un last minute!

Partono prima che sorga il sole, perché la bellezza sta nel vedere l’alba dalla mongolfiera, alcuni raccontano che sia stata l’esperienza più bella della loro vita.

Valentina ci racconta che la prima notte che era in hotel, nel silenzio totale della valle (devi tener presente caro icrewer che l’area è semiarida, si trova in Anatolia, ed è poco abitata si parla ci circa 2000 residenti), sentì in lontananza uno strano rumore e affacciatasi dal balcone, vide tantissimi fuocherelli accesi che piano piano iniziavano a gonfiare i palloni della mongolfiere, e che lentamente, nel buio della notte stellata, iniziarono a salire. In un’oretta il cielo  era pieno di puntini colorati.

Dall’hotel dove ho alloggiata in meno di 10 minuti di cammino ho visto le mongolfiere sopra la mia testa. Che spettacolo!

Goreme secondo Valentina è la zona più bella dove alloggiare,  essa infatti è piena di storia e punto di snodo per avviare alcune escursioni. 

Ad esempio, Valentina ci consiglia di non perdere i camini delle fate, rocce di tufo erose dagli agenti atmosferici che hanno una tipica forma a punta. Sono tantissime e alcuni turchi ci abitano, poiché hanno scavato la roccia e all’interno costruito case.

Per alcuni di loro è la residenza fissa e hanno anche animali da fattoria, altri ci hanno costruito la casa per  per le vacanze. Da non perdere! Si possono raggiungere anche a cavallo.

Altra tappa d’obbligo, è il Museo a cielo aperto di Goreme, si entra in un piazzale dove attorno trovi tutti muri di pietra, ma che sono grotte scavate, dove sono nate le prime comunità cristiane, all’epoca di Constantino. All’interno sono affrescati con splendidi colori vividi (blu, rosso, giallo, verde) che il clima asciutto a la poca luce della grotta ha protetto e mantenuto tali. La più bella di tutte è la Dark Church per la quale devi pagare un biglietto a parte. Comunque il costo totale tra museo e Dark Church è esiguo. 

Essendo un paese prevalentemente mussulmano, purtroppo le figure umane sono state deturpate [il Corano vieta la riproduzione dell’essere umano ndr] ed è un peccato perché gli affreschi sono molto belli, ma purtroppo il fanatismo religioso è passato anche  di li, così tra gli affreschi bellissimi, vedi volti graffiati, occhi “accecati”, teste cancellate.

Essendo anche quella in qualche modo una documentazione storica li hanno lasciati così. Almeno così dicono…

La Cappadocia ha diversi percorsi naturalistici quindi  Valentina si è dedicata al trekking, in particolare si è cimentata in due bellissimi percorsi: Pigeon Valley e Ihlara Valley.

Un altro percorso interessante è la Cappadocia Ipogea, (che Valentina suo malgrado non ha fatto in tempo a vedere) una città sotterranea bellissima.

Valentina per le vie di Istanbul

Finiti i 4 giorni in Cappadocia, attraverso un altro volo interno, Valentina è tornata ad Istanbul, questa volta per visitare la città.

Istanbul, ci racconta, innanzitutto è divisa in due parti, una parte asiatica e una parte europea ed il confine è rappresentato del Bosforo, un canale d’acqua marina che separa i due lati della città.

La parte asiatica dà la sensazione di essere molto più affollata e meno ordinata della parte occidentale. Per raggiungere le due sponde c’è  la possibilità di prendere un traghetto (che valentina ci consiglia perchè molto carattersitoco ed economico) oppure e ci soni dei ponti che si attraversano in auto.

Valentina ha alloggiato nella parte occidentale dove ci sono Santa Sofia (Ayasofya in turco) uno dei principali monumenti. Per Sofia si intende sapienza di dio, si tratta di una  cattedrale ortodossa di che fu sede del Patriarcato di Costantinopoli, poi divenuta cattolica e poi successivamente mosche ottomana, coloratissima per i marmi provenienti da tutto l’impero, ha la caratteristica piante a croce quadrata  e non essendo riconosciuta come moschea, le donne possono entrare senza velo; in tutte le altre mosche è assolutamente obbligatorio il velo.

Un’altra grande attrazione è la Sultanahmet Camii, quella che gli occidentali hanno ribattezzato Moschea Blu per la predominanza del colore blu. Valentina voleva assolutamente vedere questo luogo di culto, ma purtroppo scelse il periodo sbagliato, poichè il minareto laterale era tutto in ristrutturazione e anche una parte dell’interno, incluso l’accesso alla cupola, se decidi di intraprendere questo viaggio, informati se i lavori sono ancora in corso. Non ha percui potuto vedere la cupola.

Tra le tappe imperdibili ad Istanbul, c’è il Grand Bazaar, un gigantesco mercato coperto con 4000 negozi, che attrae milioni di visitatori ogni anno e che è considerato tra i maggiori centri commerciali del mondo è molto antico, risale al 1455, in questo mercato imperversa l’artigianato turco.

Valentina ci consiglia di vedere anche un altro mercato il Bazar Egiziano, che è molto più piccolo del primo, ma che essendo pieno di spezie e cibo è ricco di colori e odori. Questo mercato offre: carne, pesce, spezie, dolci; second Valentina questo è  più caratteristico rispetto al primo.

Come non vedere poi, Palazzo Topkapi ex residenza di un sultano in età ottomana, dal quale puoi vedere il Bosforo e il Corno d’oro. Negli anni ha cambiato diverse funzioni, è assolutamente da visitare perché è di fatto una piccola città nella città, lussuoso, colorato e curato.

Considerazioni di Valentina su questo magico viaggio:

La Turchia è il paese delle contraddizioni. La Giordania era più chiusa. Ad Istanbul puoi vedere ragazze col velo che vanno a spasso con la migliore amica con la minigonna, questo suscita l’idea di una maggiore apertura mentale. Poi però, in tv, in Hotel ho visto un film di guerra con le parti violente censurate, nonostante al confine sia in corso una guerra vera, quella contro la Siria.

Tuttavia, nonostante il caos totale della città, che vedevo per la prima volta, mi ha dato la sensazione di conoscerla da sempre, un ambiente stranamente famigliare, molto vicino a me. Devo assolutamente tornare in Turchia.

Dopo questo racconto, a me è venuta voglia di andare e a te?

 

Valentina in Cappadocia
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