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Mara Redeghieri e Luca Carboni UomoNero

Dalla collaborazione tra Mara Redeghieri e Luca Carboni nasce “UomoNero”

Mara Redeghieri e Luca Carboni: esce il video di "UomoNero". Una collaborazione per un tema attualissimo, di esodi e di pregiudizi

La collaborazione tra due artisti emiliani ha fatto nascere una favola dal sapore di antico e di tradizione nel tramandare le fiabe e le favole di generazione in generazione. Gli artisti sono Mara Redeghieri e Luca Carboni che il 1 giugno hanno pubblicato la loro canzone e il videoclip di UomoNero.

Io e Luca, della medesima generazione, parliamo e dipingiamo il mondo con uno sguardo poetico ed attento, mai banale, soprattutto per quel che riguarda l’indagine interiore – Mara Redeghieri.

UomoNero: il grido di speranza cantato da Mara Redeghieri e Luca Carboni

Mara Redeghieri, protagonista dello scenario autoriale e tra le più belle voci del panorama musicale declinato al femminile, continua a raccontare al mondo i suoi pensieri con canzoni singolari. Sono favole dal gusto retrò perfettamente inserite nel mondo moderno, che svelano una personalità carismatica e mai banale.

Dopo il viaggio artistico con gli Üstmamò, Mara ha concesso una seconda vita alla sua musica, dedicandosi all’attività da solista e interpretando le canzoni da lei stessa composte.

L’incontro tra Mara Redeghieri e Luca Carboni ha permesso la creazione di una canzone molto particolare, che attraverso i toni di una favola, narra l’attualità e i problemi odierni. I due artisti emiliani raccontano un’antica favola moderna, fatta di esodi, di sguardi e di destini crudeli.

Mara Redeghieri, storica voce degli Üstmamò, canta una favola antica eppure moderna, che racconta di esodi e pregiudizi, di esistenza e resistenza. Canta come se fosse una mamma che racconta una favola ai propri figli, che potrebbero essere associati a tutti gli emigranti che scappano per trovare tranquillità.

Mara Redeghieri e Luca Carbonmi Uomonero
Mara Redeghieri in UomoNero

La Redeghieri trova una perfetta sintonia con il cantante bolognese, Luca Carboni: due voci che si completano perfettamente. Come racconta la cantante:

Siamo come due pianeti che si guardano allo specchio: arriva il maschile, l’ombra fresca, il timbro muschioso e controverso.  Io e lui della medesima generazione, parliamo e dipingiamo comunque il mondo con uno sguardo poetico ed attento, mai banale soprattutto per quel che riguarda l’indagine interiore.

UomoNero affronta un tema purtroppo sempre attuale che si rinnova di fronte alla nostra secolare indifferenza. È lo stato d’animo di uomini che cercano uno stato; uomini che sentono il peso di dover dare conto della loro presenza, della loro vita.

Ma come un grido di speranza che esplode dentro, e come un monito d’incoraggiamento che viene sussurrato dolcemente all’orecchio, ecco il canto di Mara e Luca “Forza UomoNero esisti resisti”.

Come in tutte le favole antiche esiste una atavica paura dell’ignoto altro, dello straniero che arriva a scomporre la tanto agognata e conquistata vita di comunità – spiega Mara – Supera i confini, si intromette, vuole anche lui la sua parte.

Rispondo ‘Uomo Nero’, alla disastrosa affermazione ‘Prima gli Italiani’, coniata appositamente per sottolineare il nostro diritto di possedere una Patria ed una Terra circoscritta. Rispondo che anche lui ne ha una dalla quale ha dovuto amaramente separarsi.

UomoNero’ fa paura a chi pensa di avere il diritto di prelazione sul cibo, la casa, un lavoro decente. È uguale a dire che non amiamo o speriamo e sogniamo allo stesso modo, da temporanei relativi passeggeri su questo martoriato pianeta.

 Racconta Luca:

È un grande onore per me condividere con Mara questa canzone, questo  nuovo progetto e soprattutto la ricerca delle cose che contano davvero, come cantava la sua meravigliosa voce in ‘Cosa conta’ dei mitici Üstmamò! Grazie Mara.

 La cantautrice emiliana presenta e ringrazia con parole di grande eleganza e sincerità il suo compagno di questo viaggio musicale:

Luca appartiene al mio mondo intimo adolescente, pieno di poesie e rose romantiche da dedicare. Ora lo ritrovo dinnanzi a me adulto, compreso nella parte, consapevole della responsabilità. Nelle pieghe della voce, lo stampo di un uomo cresciuto che risolve e accompagna doveroso.

Dinnanzi al mondo cieco e cruento, guardando dall’alto sorride calmo, offre una mano, presta il fianco. Grazie Luca, la fama di Bologna madre calda ed accogliente ti si addice parecchio.

Il video di UomoNero

 Il videoclip, diretto da Arturo Bertusi e prodotto da LullaBit, è realizzato come un cortometraggio all’epoca del muto, con i cartelli per i testi e la recitazione volutamente enfatizzata e teatrale.

Nel video, in bilico tra noir e favola a lieto fine, niente è come sembra: il bosco può essere luogo spaventoso ma anche spazio di un sogno. L’inseguitore diventa l’inseguito, la fuga si trasforma in un incontro, dove si cancella il pregiudizio.

La location scelta è il Parco Villa Ghigi di Bologna, punto focale del video è la Casa del Custode.

Mara, Luca e LullaBit sono disponibili a cedere a titolo gratuito il video e la sincronizzazione del brano ad associazioni umanitarie e ONG che si occupano di migranti.

Una triste e dolce canzone di incoraggiamento, Mara Redighieri cerca di sostenere e supportare l’uomo che ha bisogno di aiuto e non di altri pregiudizi. Con poche parole fa capire il viaggio di speranza che molte persone affrontano:

Rannicchiato in barca/Nella notte scura/Sempre più frastuono/Del mare che urla

Trema Uomonero/Le onde crudeli/Portano lontano/In un posto strano/Le sue genti come le tigri/Vogliono urlano/Comprano sbranano

Mara Redeghieri e Luca Carboni Uomonero Nonostante la crescente integrazione, ancora sopravvivono dei pregiudizi, ormai radicati e fatti di luoghi comuni. I due artisti mettono in risalto questi aspetti cantando:

Ecco è sbarcato l’uomonero/Una borsa di plastica e due scarpe

Ecco è arrivato alla mia casa/Non abbiamo bisogno di niente

Lupo nero ladro/Vagabondo pigro/Senza risposta

Siamo casa di gente/Che lavora gente onesta

Una favola che ci aiuta a riflettere e a smettere di avere paura dell’ignoto, di ciò che con conosciamo, del prossimo e del nero.

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