La mostra Egitto. Sulle tracce degli dèi apre a Palazzo Mathis di Bra l’8 settembre 2026 e resta visitabile fino al 6 gennaio 2027 con reperti provenienti dai magazzini del Museo Egizio di Torino. Il percorso è dedicato alle divinità, agli amuleti e al ruolo del faraone nella religione egizia, con oggetti molti dei quali vengono presentati al pubblico per la prima volta.
Per organizzare la visita, i dati essenziali sono chiari: inaugurazione l’8 settembre alle 18:00, apertura ordinaria dal venerdì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00, biglietto intero 6 euro e ridotto 4 euro. Dal lunedì al giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione.

Mostra Egitto a Bra 2026: date, sede e orari
Egitto. Sulle tracce degli dèi è allestita al piano nobile di Palazzo Mathis, in Piazza Caduti per la Libertà 20 a Bra, in provincia di Cuneo. L’inaugurazione è fissata per martedì 8 settembre alle 18:00, mentre la mostra prosegue fino al 6 gennaio 2027.
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Inaugurazione | 8 settembre 2026, ore 18:00 |
| Periodo | 8 settembre 2026 – 6 gennaio 2027 |
| Venerdì, sabato e domenica | 10:00-18:00 |
| Lunedì-giovedì | Scuole su prenotazione |
| Sede | Palazzo Mathis, Bra |
Sono previste inoltre aperture straordinarie l’8 dicembre, il 26 dicembre e il 6 gennaio. Prima di partire è utile controllare eventuali aggiornamenti nella pagina ufficiale del Comune di Bra.
Quanto costano i biglietti
Il biglietto intero costa 6 euro. Il ridotto da 4 euro è previsto per over 65, studenti universitari, ragazzi dai 6 ai 12 anni, possessori di Abbonamento Musei, residenti a Bra e visite scolastiche senza laboratorio.
- Intero: 6 euro.
- Ridotto: 4 euro.
- Gratuito: bambini fino a 6 anni e persone con disabilità.
- Accompagnatore di persona con disabilità: ridotto 4 euro.
- Pacchetto scuole: 6 euro, con visita guidata e laboratorio.
I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria di Palazzo Mathis oppure online tramite Ticket.it. Gli ingressi sono scaglionati per facilitare la visita, mentre per le scolaresche la prenotazione è obbligatoria.
Cosa vedere nella mostra Egitto. Sulle tracce degli dèi
Il percorso non prova a raccontare l’intera civiltà egizia. Sceglie un sotto-intento molto preciso: come funzionava il rapporto tra uomini, faraone, divinità e protezione magica nell’antico Egitto.
La selezione comprende 13 amuleti, una tavoletta lignea e due stele votive, con oggetti provenienti dai depositi del Museo Egizio. La documentazione turistica ufficiale segnala che molti di questi reperti non erano mai stati esposti al pubblico.
Tra le divinità richiamate dal percorso compaiono Iside, Thot, Shu, Horus, Taueret e Bes. Non vengono presentate soltanto come nomi di un pantheon complesso: gli amuleti permettono di capire come le divinità entrassero nella vita quotidiana attraverso oggetti piccoli, portatili e carichi di significato.

A cosa servivano gli amuleti egizi
Nell’antico Egitto un amuleto non era un semplice ornamento. Poteva avere una funzione protettiva, religiosa e magica, collegando chi lo portava a una divinità, a un concetto o a una forza ritenuta capace di intervenire nella vita e nell’aldilà.
Forma, materiale e immagine contribuivano al significato. Un oggetto minuscolo poteva quindi condensare un sistema di credenze molto più ampio. La mostra di Bra parte proprio da questa scala ridotta per raccontare temi enormi come protezione, regalità, morte, rinascita e ordine cosmico.
Chi vuole approfondire il contesto del museo prestatore può leggere il nostro articolo sui 200 anni del Museo Egizio di Torino, utile per capire come si è formata una delle collezioni egittologiche più importanti al mondo.
Iside, Horus, Bes e Taueret: perché compaiono nel percorso
Le divinità selezionate permettono di mostrare quanto la religione egizia fosse vicina alla vita concreta. Iside è legata alla regalità, alla maternità e alla protezione. Horus, spesso rappresentato come falco o uomo dalla testa di falco, è strettamente connesso alla figura del sovrano.
Bes e Taueret aiutano invece a entrare nella dimensione domestica e familiare della protezione. Le credenze religiose non vivevano soltanto nei grandi templi: potevano accompagnare gravidanza, nascita, salute, casa e passaggi delicati dell’esistenza.
Thot, associato alla scrittura e alla conoscenza, e Shu, legato all’aria e alla struttura del cosmo, ampliano ulteriormente il quadro. Il vantaggio di una mostra concentrata è proprio poter leggere ciascun oggetto come porta d’ingresso verso un sistema simbolico più grande.
Il faraone come mediatore tra uomini e dèi
Uno dei temi dichiarati dell’esposizione è il ruolo del sovrano. Nel pensiero egizio il faraone non era soltanto un capo politico: aveva una funzione religiosa fondamentale nel mantenimento dell’ordine e nel rapporto con le divinità.
Questo aiuta a capire perché immagini, rituali e oggetti collegati agli dèi non possano essere separati dalla struttura del potere. Religione e governo facevano parte dello stesso sistema di equilibrio.
Perché la mostra di Bra è interessante anche per chi conosce già il Museo Egizio
Il valore principale non è sostituire una visita al Museo Egizio di Torino. La scala è completamente diversa. Il punto è la possibilità di vedere oggetti provenienti dai magazzini, molti dei quali normalmente non fanno parte del percorso espositivo permanente.
La mostra permette inoltre di concentrarsi su un tema specifico senza attraversare migliaia di anni di storia in una sola visita. È un approccio utile anche per famiglie e scuole, perché trasforma gli amuleti in strumenti per spiegare religione, simboli e vita quotidiana.
Per chi è interessato alle figure femminili dell’Egitto faraonico, sul sito è disponibile anche il nostro approfondimento sul corredo di Nefertari conservato al Museo Egizio.
Come organizzare la visita a Palazzo Mathis
La visita è più semplice nel fine settimana, quando l’apertura ordinaria va dalle 10:00 alle 18:00. Gli ingressi scaglionati rendono utile scegliere in anticipo una fascia oraria, soprattutto nei primi weekend e durante le aperture festive.
Il portale turistico di Langhe Roero Monferrato conferma date, tariffe e modalità di accesso. Chi arriva da fuori Bra può quindi integrare la mostra in una giornata più ampia sul territorio, mantenendo Palazzo Mathis come tappa culturale principale.
L’esposizione resta aperta fino al 6 gennaio 2027, quindi non è necessario concentrarsi soltanto sull’inaugurazione. Proprio la durata di quattro mesi rende questa mostra una delle opportunità più solide dell’autunno per rafforzare il cluster di Arte dedicato all’Antico Egitto.