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Paestum

Parco Archeologico di Paestum: il tempio di Nettuno monitorato online

Il Parco Archeologico di Paestum da pochi giorni è monitorato grazie a dei sensori che rilevano i movimenti sismici

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Il Parco Archeologico di Paestum è tra i più antichi al mondo e anche uno di quelli conservati meglio.

Vista la sua natura così inestimabile, in questi giorni è stato attivato un progetto che vede il Parco Archeologico di Paestum e Velia in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Salerno.

L’obiettivo è quello di monitorare il tempio di Nettuno, l’edificio meglio conservato del Parco e dell’intera Magna Grecia, in modo da preservarlo da qualsiasi rischio sismico.

Storia del Parco Archeologico di Paestum

Il Parco Archeologico di Paestum è situato in una frazione del comune di Capaccio, in provincia di Salerno, nella Piana del Sele.

Anticamente il suo nome era Poseidonia perché il sito era dedicato a Poseidone, il dio del mare, ma in questo luogo erano molto forti anche il culto della dea Era, la moglie di Zeus, e quello di Atena, la dea della saggezza.

Dalla ricostruzione della storia di Paestum in base al lavoro svolto dagli archeologi si può far risalire la nascita del sito al VII secolo a.c. A fondarla furono probabilmente gli abitanti della città di Sibari che, durante la creazione di varie sub-colonie, si spinsero fino alla foce del Sele.

Il primo a sorgere fu il tempo dedicato ad Hera, mentre solo successivamente, in età greca (560-440 a.c.), furono costruiti il tempio dedicato a Poseidone e quello dedicato a Cerere.

Paestum

Fu con l’avvento dei Lucani, intorno al 420 a.c., che il nome della città cambiò da Poseidonia a Paistom. Nel 273 a.c. i Romani sottrassero la città ai Lucani e modificarono nuovamente il nome in quello attuale di Paestum. Sotto il dominio di questo popolo vennero eretti altri edifici e le strade che collegavano il sito a Roma.

Purtroppo l’insediamento fu abbandonato dagli abitanti a causa di un fiume che scorreva poco distante dalla città, il quale rendeva la zona paludosa e quindi poco salubre per viverci. Fu così che gli abitanti si ritirarono man mano verso il punto più alto del sito, ovvero il tempio di Cerere dove vissero per qualche tempo.

Con l’avvento della religione cristiana il tempio divenne una chiesa e lì vicino fu costruita una basilica. Infine, tra l’XIII e il IX secolo d.c. , Paestum fu definitivamente abbandonata dai suoi abitanti che si insediarono nell’attuale città di Capaccio. Fu così che finì la vita di quella che era stata un luogo molto importante.

Agli inizi del Novecento fu dato il via ai primi scavi per riportare alla luce la storia di questo sito che furono portati avanti per tutto il secolo. Con gli ultimi interventi, effettuati tra il 2000 e il 2006, sono stati anche restaurati e valorizzati i monumenti della città.

Il progetto antisismico

Tra gli edifici presenti il più importante, perché dedicato alla divinità dalla quale prendeva il nome originario il sito, e quello conservato meglio è appunto il tempio di Poseidone. Realizzato in stile dorico e conservato quasi del tutto integro l’edificio è il simbolo del Parco Archeologico di Paestum.

È il tempio più grande tra quelli che si trovano all’interno del parco, è periptero esastilo, ovvero ha sei colonne sulle due fronti ed ha una peristasi (un colonnato che circonda la cella centrale) di 6×14 colonne. Il naos, ovvero la cella centrale nella quale veniva collocata la statua del dio, è divisa in tre navate da due file di sette colonne doriche ciascuna. Per entrare nel tempio si dovevano salire tre gradini, oggi ancora perfettamente conservati.

Paestum

Il sistema di monitoraggio sismico consta in 14 punti di misura, consistenti in sensori realizzati con la tecnologia più avanzata, posizionati nelle pareti più alte del tempio e nel sottosuolo, in modo da riuscire a rilevare ogni minimo movimento del tempio stesso. Questi sensori saranno in grado di misurare non solo le scosse sismiche ma anche la forza del vento e del traffico e aiuteranno a conoscere qualsiasi tipo di cambiamento strutturale avverrà sull’edificio.

Grazie a queste nuove tecnologie gli studiosi hanno anche scoperto che le fondamenta del tempio erano state già gettate durante il periodo tardo-arcaico, quindi mezzo secolo prima della realizzazione dell’edificio, avvenuta circa intorno al 460 a.c.

In questo modo abbiamo avuto la riprova di quanto sia importante che la ricerca scientifica lavori affianco alla tutela nel mondo dei beni culturali. In questo modo si fanno sempre più passi in avanti per tutelare, valorizzare e gestire il nostro immenso e bellissimo patrimonio culturale.

Per ulteriori informazioni consultare il link del sito ufficiale del  Parco Archeologico di Paestum https://www.museopaestum.beniculturali.it/il-parco-archeologico/ e il sito di ansa notizie al seguente link: https://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/regione/campania/2021/03/17/a-paestum-il-tempio-di-nettuno-monitorato-online_8ca0c9cc-86b7-47b1-9d6e-b0f32d57bc87.html000000 .

E tu eri a conoscenza di questa nuova iniziativa? Hai mai visitato il Parco Archeologico di Paestum?
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