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Non solo il coronavirus blocca i musei -Polemica agli Uffizi di Firenze – dimissioni del Comitato

Non solo il Coronavirus blocca i musei e l'arte - Polemica al museo degli Uffizi a Firenze - dimissioni del comitato scientifico

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Non è solo il Coronavirus a fermare i musei e a minacciarne la chiusura temporanea. Sono in corso polemiche per il prestito di un famoso dipinto di Raffaello, il ritratto di Leone X, che era stato inserito nella lista dei quadri inamovibili dal Comitato scientifico di Firenze e che non avrebbe dovuto essere prestato alla Scuderie del Quirinale di Roma, per la mostra che inizierà il prossimo 5 marzo e che terminerà a giugno.

La polemica sul capolavoro di Raffaello…

Nonostante il parere contrario dei componenti del Comitato scientifico degli Uffizi di Firenze, il direttore del noto museo, Eike Schimdt, ha deciso di prestarlo lo stesso, asserendo che il quadro di Raffaello debba essere conosciuto dai visitatori. “L’opera è indispensabile per la mostra ed è in condizioni di viaggiare”, ha affermato Schmidt. Pertanto, data la decisione del direttore, i professori del Comitato si sono dimessi, dichiarando che il loro lungo e certosino lavoro di stilare liste e quant’altro non è stato minimamente considerato.

Oggi siamo venuti a conoscenza dalla stampa – si legge nella lettera del comitato scientifico – che il dipinto si trova già nella sede espositiva di Roma…
pensiamo che tenerci occupati per mesi nella stesura di liste poi inapplicate vanifica l’esistenza stessa del comitato”. E aggiungono: “Pensiamo che le dimissioni collettive del comitato scientifico del più importante museo italiano renda ineludibile un ripensamento e una ridefinizione del ruolo dei Comitati Scientifici nel governo dei musei autonomi”.

La mostra di Raffaello a Roma

La mostra di Raffaello a Roma a 500 anni dalla morte del pittore, che morì a soli 37 anni, ripercorre in particolare il periodo romano dell’artista, che arrivò nella capitale all’età di 25 anni. Cominciò a collaborare con artisti famosi del tempo come Michelangelo e Bramante, a lui furono commissionate parecchie opere dal papa e avviò il suo stile manierista. La sua attività era quella del frescante, ma non solo, eseguì anche parecchi ritratti. Il pittore accrebbe la sua fama nel Quattrocento e fu uno dei protagonisti indiscussi del Rinascimento.

Ha ispirato artisti di tutto il mondo, anche Salvador Dali, per citarne uno. Il manierismo fu un termine coniato poi e diffuso dal Vasari che nella sua vasta opera “Vite” ripercorre le tappe dell’ascesa di molti artisti, fra i quali Raffaello. Raffaello gioca un ruolo fondamentale perché supera Cimabue e Giotto e incanala l’arte pittorica verso una modernità mai vista prima.

Qualcosa su Raffaello…

I ritratti Di Raffaello sono delle fotografie vere e proprie della realtà e del soggetto ritratto. Tale realismo e i particolari che si osservano in essi sono fondamentali per comprendere la grandezza e la genialità di questo pittore. Nel quadro conteso il rosso spicca in varie tonalità. Si evidenzia la seta, la lana e il velluto che attua una variegata sfumatura di rosso e riflette la luce dei contrasti e dei panneggiamenti delle vesti. Leone X è ritratto a tavola, con accanto la campanella per i servitori. Dietro di lui sono ritratti i cardinali Giulio De’ Medici e Luigi De’ Rossi.

Cenni storici su Leone X

Pare che questo papa fosse un personaggio alquanto estroso e dedito alle feste, in netto contrasto con il clima da Controriforma che imperversava nella penisola al tempo. Non si curò molto infatti di contrastare la Riforma Luterana. Secondogenito di Lorenzo De’ Medici, portò al Vaticano il fasto e lo splendore rinascimentale.

Leone X commissionò a Raffaello questo ritratto perché non potè recarsi alle nozze del nipote, Lorenzo, duca di Urbino e volle così essere presente con il suo ritratto, posto al centro della tavola imbandita. L’acuta descrizione dei particolari e il realismo dei volti provocò molta ammirazione fra gli invitati. Successivamente, infatti, furono fatte diverse copie dell’opera.

Attendiamo lo sblocco della polemica..

L’opera è stata oggetti di numerosi restauri, l’ultimo è stato eseguito fra il 2017 e il 2018 dall’Opificio di pietre dure di Firenze e per questo motivo il direttore degli Uffizi, Schimdt ha ritenuto il quadro idoneo al viaggio verso Roma. Forse non pensava di scatenare una polemica tale. Speriamo davvero che non avvenga la chiusura dei musei per questo virus che ha colpito l’Europa e che le attività culturali  riprendano con più forza.

 

Che cosa pensi di questa polemica? Ha fatto bene il direttore a decidere di prestare il quadro per la mostra?
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