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Spunta il presepe nella Cappella Sistina ispirato ad artisti noti

Il progetto del presepe artistico che si unisce a quello cristiano, ideato per il 2020 è stato terminato e presentato al pubblico

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Ideato nel 2020 e per ragioni inerenti alla pandemia non portato a termine, il progetto del presepe artistico ha visto il suo compimento in quest’anno nella bellissima Cappella Sistina accompagnato dall’affresco di Michelangelo ed inglobato nel presepe cristiano. Sarà visitabile fino al 15 gennaio ed è di un’emozione unica.

Forse per la prima volta la Chiesa fa un passo avanti e va oltre le rigide regole ecclesiastiche, si è sempre criticata la modifica del presepe cristiano con varie scene e soggetti proprio perché da sacro può diventare profano, ma questa volta è la Chiesa a superarsi, non cambiando i protagonisti della Natività, ma includendo, omaggiando, alcuni artisti come il Merisi detto Caravaggio, Raffaello e Dante, in occasione delle ricorrenze varie che riguardano tali personaggi.

Così dietro la bellissima scena della Natività, appaiono questi sommi pittori ed artisti, quasi come a dipingerne la scena.

Il presepe artistico della Cappella Sistina

In queste case rudimentali troviamo fuori dipingendo en plein air come i loro cugini impressionisti, Caravaggio seduto con la sua immancabile tavolozza dei colori in mano affiancato dai suoi dipinti e da due altri protagonisti Raffaello intento a dipingere il suo autoritratto e Dante con la sua Commedia.

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Finanziato dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus, il progetto nasce come omaggio al pittore urbinate Raffaello Sanzio per il 500esimo anniversario dalla sua scomparsa, ma vuole rendere omaggio anche a Caravaggio per i 450 anni dalla sua nascita e al Sommo Poeta Dante per il 700esimo anniversario dalla sua scomparsa e perché la famiglia Sacchetti viene citata nella sua Commedia come famiglia nobile di sangue e di animo nel XVI Canto del Paradiso.

Uno sfondo paesaggistico irreale che ripropongono le rappresentazioni artistiche paesaggistiche di Raffaello, come il mercato suggerito che rappresenta una parte della Loggia di Raffaello che si trova all’interno del Vaticano.

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Così vediamo un presepe che idealizza la grotta della Natività sostituendola con una parte del tempio, con delle colonne che sormontano un architrave dove nel timpano c’è la rappresentazione in miniatura della Scuola di Atene sempre del pittore Urbinate.

Si nota anche il Papa mecenate che si aggira tra i borghi del presepe e i tre Re Magi inginocchiati ad adorare il Bambin Gesù glorificato in un certo senso anche dall’arte, su questo pavimento rudimentale fatto di segmenti di sughero così come parte delle case ad aspetto rinascimentale che si accerchiano dietro al tempio-capanna. Sopra, su una collina e dietro la scena della Natività, ecco gli artisti noti che sovrastano la scena.

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I colori all’interno del presepe sono pregiati come un blu ricavato dai lapislazzuli del Sar-e-Sang a nord dell’Afghanistan, il diaspro rinvenuto nelle isole dell’arcipelago toscano e una serie di azzurriti che provengono dalla miniera di Alnif a est di Bou-Azzer, in Marocco.

Un’opera in miniatura firmata Giuseppe Passeri, lunga 3 metri, che non distoglie l’attenzione dalla scena principale ma ne valorizza il significato, rendendo la Natività una creazione oltre che divina anche artistica. 9 mesi di duro lavoro per Giuseppe Passeri, Eva Maria Antulov e Alfonso Pepe in memoria di Giulio Sacchetti (scomparso nel 2010, già Delegato Speciale della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano).

“Sono emozionata, perché questo presepe è dedicato alla memoria di mio marito che qui in Vaticano ha lavorato per quasi 40 anni, una vita intera. Quando mi hanno proposto il progetto ho accettato subito: lo vedo ora per la prima volta, non ho voluto guardare neppure una fotografia. Mi aspettavo questo bel risultato e spero che il presepe venga apprezzato da tantissime persone”. -Giovanna Sacchetti, presidente della Fondazione

“Il mio rapporto con questo luogo inizia nel 1980 con la firma del contratto di mio marito per seguire i lavori per la pulitura della Cappella Sistina e termina nel 1994, con la Messa Solenne celebrata dal Santo Padre Papa Giovanni Paolo II, sempre in Sistina, occasione della presentazione dei restauri. In quei 14 anni ho visitato molte volte il cantiere e tornare qui con un presepe dedicato a mio marito personalmente è molto commovente”.

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