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Reflect

Reflect: l’installazione a Domino Park con vista sul ponte di Brooklyn

Reflect accende la notte della Grande Mela incuriosendo ogni giorno di più gli abituali e non, frequentatori del Domino Parck in un'atmosfera suggestiva a prova di colori.

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Reflect, la grande installazione dell’artista interattiva Jen Lewin, ha conquistato New York, i suoi abitanti e chi ha la fortuna di trovarsi in zona in questo momento e fino al 15 aprile, giorno in cui l’opera digitale sarà rimossa da Domino Park, poiché al momento Reflect è concepita come temporanea.

E’possibile sperimentare Reflect tutti i giorni per tutto il giorno ma senz’altro il momento più magico è l’imbrunire e le ore serali, quando la complicità di una luce naturale meno invadente, lascia più spazio all’espressione visiva dell’intera installazione.

Anche se nella fase diurna lo spettacolo non è da meno poiché è il cielo e lo sfondo della città a rispecchiarsi sulla superficie lucida delle singole installazioni dando così vita ad un effetto parimenti suggestivo.

L’intera opera è stata realizzata e curata direttamente da Jen Lewin che con Reflect ha ideato un vero e proprio tappeto di grossi cerchi colorati, disposti su una superficie di quasi 220 metri quadrati.

E’ come avere i super poteri nel tocco dei piedi; quando si entra nell’istallazione infatti, Reflect interagisce singolarmente con tutti ad ogni passo, dando però vita ad una reazione collettiva dell’intera installazione.

Un’installazione interattiva Reflect che consente di passeggiare semplicemente e dar vita nello stesso tempo ad una concatenazione casuale di reazioni luminose e colorate che si fondono e confondono con la risultanza della passeggiata di tutti i visitatori che in contemporanea permettono all’opera d’arte di entrare nel vivo delle sue funzioni visive attraverso la stimolazione tattile casuale.

Reflect dunque ne sta vedendo di tutti i colori.

C’è chi passeggia lentamente in cerchio, chi saltella dando vita ad impulsi più brevi e frenetici concatenati fra loro, chi cambia direzione continuamente per tornare quindi al punto di partenza oppure no, chi in ultimo procede con un immaginario percorso in diagonale per poi tornare indietro a zig-zag.

Divertente, multisensoriale ed interattiva, Reflect è stata concepita per essere vissuta e sperimentata da più persone nello stesso momento, finalità che continua a poter essere fruibile anche in questo momento di restrizioni poiché il diametro dei cerchi di cui è composta l’intera opera, consente un distanziamento sufficiente come indicato dalle normative imposte a tutela della salute.

Reflect creatura dell’artista Jen Lewin

Come tutte le grandi installazioni anche Reflect ha bisogno di spazi adeguati, a volte non facili da individuare poiché devono tener conto sia della struttura dell’opera ma anche di aree preposte per una numerosa affluenza di pubblico che per fortuna sempre più spesso dimostra interesse per questo tipo di arte.

Jen Lewin, l’artefice di Reflect è un’artista americana famosa in tutto il mondo per questa sua espressività artistica bisognosa di grandi spazi e coinvolgimento di pubblico, fondamentale quest’ultimo per il funzionamento delle sue opere.

Il suo è da sempre un ispirarsi alla natura e ai suoi paesaggi di luce e anche i luoghi in cui vengono poi posizionate sono frutto di una ricerca anche in tal senso.

L’arte dunque non ospite dell’ambiente circostante ma parte integrante pur nella sua composizione materiale ultramoderna.

Da sempre Jen Lewin ha cercato di dimostrare sul campo come l’arte possa penetrare così profondamente il tessuto sociale nel quale si insinua, anche temporaneamente, tanto da avere il potere di cambiare in qualche modo la comunità stessa in funzione di una sempre più auspicabile connettività ma a misura d’uomo e con esso anche della natura sempre sovrana e mai di contorno.

Jen Lewin attualmente vive a New York e Lavora nel suo studio al 306 di Water Street a Brooklyn dove ti consigliamo di fare un salto alla prima occasione che ti vedrà nella Grande Mela.

Cosa ne pensi di queste installazioni che si fondono con la quotidianità e l’arredo urbano? Ce le vederti sotto casa tua? Dicci cosa nei pensi nei commenti.
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