La mostra Vittoria Alata. Viaggio di andata e ritorno di Renato Corsini alla Cavallerizza di Brescia prosegue fino al 27 settembre 2026. La data è importante per chi aveva letto le prime indicazioni di chiusura estiva: il percorso fotografico dedicato al restauro del celebre bronzo romano è ancora visitabile per tutto settembre, con apertura dal martedì alla domenica.
Le fotografie, realizzate tra il 2018 e il 2021, seguono la Vittoria Alata dalla partenza per l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze fino al ritorno nel Capitolium di Brescia. Il risultato è una mostra che permette di vedere ciò che normalmente resta dietro le quinte: analisi, movimentazioni, strumenti, sostegni e gesti tecnici necessari per proteggere un’opera antica di quasi duemila anni.
Quando chiude la mostra sulla Vittoria Alata a Brescia
L’ultimo giorno è domenica 27 settembre 2026. La conferma arriva dalla pagina ufficiale della mostra alla Cavallerizza, che indica la nuova finestra di visita dopo l’inaugurazione del 18 luglio.
Per chi vuole organizzare una visita nel fine settimana, la domenica è anche il giorno con l’orario più ampio: il centro apre dalle 9:30 alle 19:30. Dal martedì al sabato, invece, l’apertura è dalle 15:00 alle 19:00.

Cosa vedere nelle fotografie di Renato Corsini
Il nucleo centrale segue il trasferimento della Vittoria Alata da Brescia a Firenze e il lavoro svolto all’Opificio delle Pietre Dure. Le immagini non mostrano soltanto il bronzo, ma anche il sistema di competenze necessario per intervenire su un reperto di questa importanza.
In alcune fotografie la statua domina l’inquadratura. In altre appare circondata da tavoli, materiali protettivi, strumenti e strutture di sostegno. È proprio questo cambio di scala a rendere il percorso utile: la figura monumentale che oggi si vede nel Capitolium torna a essere un manufatto fragile, da studiare, spostare e mettere in sicurezza.
Il lavoro coinvolse l’Opificio delle Pietre Dure, il Dipartimento di Ingegneria Meccanica della Sapienza Università di Roma e la ditta Capoferri. Il nuovo allestimento nel Capitolium è stato progettato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg.
Dal restauro a Firenze al ritorno nel Capitolium

Il titolo Viaggio di andata e ritorno descrive una sequenza concreta. La statua lasciò Brescia per l’intervento conservativo a Firenze e tornò poi nel nuovo spazio museale del Capitolium. Le fotografie permettono di ricostruire questa trasformazione senza separare il risultato finale dal lavoro scientifico che lo ha reso possibile.
Il bronzo presenta pesi, tensioni e punti delicati che hanno richiesto sistemi di sostegno e una piattaforma antisismica. La fotografia rende leggibili questi aspetti senza trasformare il restauro in un argomento esclusivamente tecnico: mostra le mani dei restauratori, le superfici osservate da vicino e il rapporto continuo tra materia antica e tecnologie contemporanee.
Il ritorno nel Capitolium assume un significato particolare nel 2026, anno del bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata. Il bronzo fu scoperto nel 1826 nell’area dell’antica Brixia insieme ad altri reperti. Per approfondire il rapporto tra città e archeologia si può leggere anche il nostro articolo sui ritrovamenti archeologici emersi a Brescia.
Orari e biglietti della Cavallerizza
La mostra è ospitata alla Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, in via Fratelli Cairoli 9 a Brescia. Il biglietto si acquista esclusivamente in sede e la biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura.
| Informazione | Dato utile |
|---|---|
| Ultimo giorno | 27 settembre 2026 |
| Martedì-sabato | 15:00-19:00 |
| Domenica | 9:30-19:30 |
| Biglietto intero | 8 euro |
| Ridotto | 5 euro per studenti under 26 e over 65 |
| Iscritti FAI | 4 euro |
| Abbonamento Musei | Ingresso gratuito |
Le condizioni complete per gratuità e riduzioni sono riportate nelle informazioni ufficiali della Cavallerizza. La stessa pagina indica anche come raggiungere il centro e le soluzioni di parcheggio.
Come arrivare alla Cavallerizza
La sede è nel centro di Brescia e si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici. Dalla fermata metro Vittoria servono circa cinque minuti a piedi; dalla stazione ferroviaria il percorso è di circa quindici minuti. Per chi arriva in auto, il parcheggio sotterraneo di Piazza Vittoria è tra le soluzioni più vicine indicate dal centro.
La posizione permette di collegare la mostra alla visita del Capitolium, dove la Vittoria Alata è esposta. Vedere prima le fotografie e poi il bronzo, oppure fare il percorso inverso, aiuta a riconoscere dettagli strutturali e scelte museografiche che altrimenti possono passare inosservati.
Nelle stesse date c’è anche la mostra di Mario Cresci
Fino al 27 settembre la Cavallerizza ospita anche un secondo progetto fotografico: Mario Cresci. In aliam figuram mutare. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo. Le due esposizioni condividono quindi la stessa finestra temporale e possono essere viste nella stessa visita.
È un accostamento interessante perché entrambi i progetti partono da un’opera storica, ma usano la fotografia in modo diverso. Corsini documenta un processo di restauro e conservazione; Cresci costruisce invece un’interazione visiva con la Pietà Rondanini. Per chi segue la fotografia contemporanea, la combinazione rende la visita alla Cavallerizza più ampia rispetto al solo percorso sulla Vittoria Alata.
Perché questa mostra aiuta a leggere il restauro

Renato Corsini lavora sul confine tra documentazione e interpretazione. Gli scatti registrano operazioni precise, ma la scelta delle inquadrature trasforma il restauro in una narrazione. Il visitatore vede il reperto disteso, sostenuto e circondato da strumenti, lontano dalla verticalità con cui viene percepito nel museo.
La fotografia assume anche una funzione archivistica. Conserva la memoria di una fase irripetibile della storia della statua e documenta procedure che, una volta concluso il restauro, non sono più visibili. Per questo il percorso interessa sia chi vuole conoscere la Vittoria Alata sia chi segue museografia, archeologia e conservazione.
Un altro confronto utile è con la nostra guida alla fotografia di Massimo Sestini a Brescia, che mostra un diverso modo di usare l’immagine come testimonianza. Nel caso di Corsini, il punto centrale resta la possibilità di osservare il patrimonio mentre viene curato, studiato e preparato per tornare al pubblico.