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Route 66: il mito americano attraverso gli occhi di Franco Fontana

Il mito della Route 66 negli scatti di Franco Fontana, presso la Reggia di Colorno, si inserisce all'interno della rassegna ColornoPhotoLife, che ospita anche Michael Kenna

Route 66 Franco Fontana
Route 66 Franco Fontana
Ti senti pronto ad affrontare la mitica Route 66? Lasciaci un commento

Caro Icrewer, oggi affronteremo un viaggio che ci porterà a scoprire ed attraversare gli Stati Uniti d’America, con un percorso lungo 3 755 km. Stiamo per percorrere la Route 66 attraverso gli occhi di un grande fotografo, Franco Fontana.

La mostra: il mito della Route 66 a Colorno, con oltre 70 scatti di Franco Fontana

Presso la Reggia di Colorno (Parma), dal 12 settembre all’8 novembre 2020, sarà allestita la mostra Route 66 di Franco Fontana (Modena, 1933). Il noto fotografo presenta il mito americano attraverso oltre settanta immagini realizzate lungo le 2.248 miglia che uniscono Chicago a Los Angeles, seguendo la leggendaria Route 66. La mostra si inserisce all’interno della rassegna ColornoPhotoLife, festival fotografico dal 12 settembre all’11 novembre 2020, quest’anno incentrato sul tema “Il Tempo, intorno a noi”.

Route 66 Franco FontanaInaugurata nel 1926, all’apice della diffusione dell’automobile, e totalmente dismessa nel 1984, la Route 66 incarna lo spirito dell’America più profonda, volto alla scoperta dell’Ovest e della propria interiorità. Il percorso compiuto da Franco Fontana è quello che congiunge Chicago a Los Angeles lungo la Route 66, alle immagini si intrecciano innumerevoli memorie visive, musicali, letterarie, e le infinite memorie private di chiunque ne abbia subito il fascino multiforme attraverso canzoni, film e libri di cui ne è la protagonista.

Nella Mother Road si è incarnata l’America più profonda; lì c’è lo spirito stesso degli States, perché nacque nel 1926 per continuare il mito fondante degli USA, quello della frontiera e della conquista dell’Ovest. Il limite occidentale del territorio lo raggiungono prima i pionieri a cavallo, poi il cavallo diventa di ferro, il treno. Infine, è il motore delle automobili che si prepara ad attraversare gli States, quando Henry Ford vuole che ogni americano ne possegga una.

Route 66 Franco Fontana

Gli americani hanno fatto della Route 66 la strada della libertà individuale cercata on the road, dove ogni tappa è un pezzo di questa storia. Una strada percorsa spesso in moto, su un altro grande simbolo americano, l’Harley-Devidson.

Nelle foto di Fontana prendono vita tutte le tappe che hanno visto nascere il mito americano. Sono foto che mantengono impressi nella memoria gli edifici, le insegne, gli orizzonti, donandogli un’ulteriore nota di malinconia per quello che rappresenta la Route 66. Le sfumature cromatiche e le forme che le hanno conferito il suo carattere precipuo e inconfondibile sono colte qui in modo impeccabile.

Nata dal progresso, ne è già stata da decenni inghiottita a sua volta. Al senso di desolazione dato dallo stato di assoluto abbandono in cui versa, si unisce tuttavia l’incredibile impulso vitale lasciato da essa sedimentato nella memoria collettiva universale, impulso che Fontana riesce a trasmettere.

Route 66 Franco FontanaLa Route 66 è già stata protagonista di grandi scatti. Grandi fotografi, come Dorothea Lange e Walker Evans e Wim Wenders, l’hanno percorsa e immortalata nei loro scatti, ma anche è stata protagonista di celebri romanzi della letteratura americana, come Sulla strada di Jack Kerouac e di molte canzoni. Le settanta fotografie in mostra che Franco Fontana scattò più di vent’anni fa e che furono esposte a Palazzo Magnani a Reggio Emilia nel 2002, restituiscono l’idea stessa dello spazio americano e il mito che prese vita nelle stazioni di servizio, nei villaggi fantasma e nelle insegne pubblicitarie. La mostra è visitabile sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

L’artista: Franco Fontana

Route 66 Franco FontanaNato a Modena nel 1933, Franco Fontana è senza dubbio tra i fotografi italiani più stimati a livello internazionale. Nel corso della sua lunga carriera ha dimostrato di essere un fotografo molto eclettico: mai fossilizzato su un genere in particolare, si è cimentato con il paesaggio, con il nudo, con il reportage, con la fotografia fine art e con le polaroid, senza disdegnare la pubblicità, la moda o altri lavori commerciali.

Ha pubblicato oltre settanta libri con diverse edizioni italiane, giapponesi, francesi, tedesche, svizzere, americane e spagnole. Le sue opere sono state oggetto di centinaia di mostre in Italia e all’estero, dal MoMa di New York al Musée d’Art Moderne di Parigi, all’Australian National Gallery di Melbourne. Ha collaborato con le maggiori testate mondiali, per citarne alcune: Vogue, Time e Frankfurter Allgemeine, ha tenuto workshop e conferenze in tutto il mondo ed è direttore artistico di diversi fotofestival nazionali.


ColornoPhotoLife: svela “Il tempo, intorno a noi”

ColornoPhotoLife è un festival fotografico che si terrà dal 12 settembre all’11 novembre 2020, presso la Reggia di Colorno (PR). Oltre Franco Fontana con la sua Route 66, vedrà protagonisti Michael Kenna e Livio Senigalliesi, fra mostre, workshop e visite guidate.

Nella stessa sede della Reggia di Colorno, dal 16 ottobre all’8 novembre 2020, sarà possibile ammirare l’esposizione di Michael Kenna (Widnes, 1953), dal titolo Fiume Po. Il famoso fotografo paesaggista contemporaneo propone degli scatti dedicati al più lungo fiume d’Italia, ponendo l’attenzione sui dettagli che ha riscontrato lungo il letto del Po. La sua indagine sul Po prende il via durante un paio di viaggi in Italia, nel 2006-2007, in preparazione della sua mostra antologica del 2010 a Reggio Emilia, ed è costantemente proseguita fino al 2019, con esplorazioni lungo l’intero corso del fiume, dalla sorgente alla foce. Un volume di 102 immagini accompagna la rassegna.

Inoltre, nei giorni del Festival, il porticato della Reggia ospita la collettiva dei soci Color’s LightUna donna, Maria Luigia. Indagine sull’eredità lasciata da Maria Luigia d’Austria, con la guida della storica d’arte Eles Iotti.

Nello spazio Mupac dell’AranciaiaLivio Senigalliesi (Milano, 1956) espone, dal 13 settembre all’11 ottobre le immagini della sua Effetti Collaterali: immagini vere che intendono alimentare la memoria e una coscienza critica contro la guerra. Fotografie scattate da vicino, stando tra la gente che soffre, condividendo i pericoli, il freddo, la fame e percorrendo gli stessi sentieri di fuga.

Il festival è possibile grazie all’organizzazione del Gruppo Fotografico Color’s Light e alla professionalità di ANTEA Progetti e Servizi per la Cultura e il Turismo, il patrocinio di Destinazione Turistica EmiliaFIAF e Provincia di Parma, e il sostegno di Comune di Colorno, Regione Emila Romagna e Fondazione Cariparma.

Preparatevi ad immergervi in una serie di paesaggi diversi, ma che sono simili nel voler raccontare una storia.

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