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Salmodia

Salmodia (per una sposa bambina), la forza della poesia e della musica contro il dramma delle spose bambine

L'8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della donna, verrà proposto nelle scuole di Palermo un video patrocinato dall'ordine dei Giornalisti, dal titolo "Salmodia (per una sposa bambina)

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Salmodia (per una sposa bambina) è un video dedicato al dramma delle spose bambine, al giorno d’oggi circa 700 milioni, ma tra dieci anni la cifra potrebbe arrivare a 800 milioni. Il video sarà presentato l’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della donna e verrà postato sul canale youtube Diritti per la musica.

Nasce dai versi di Lucilla Trapazzo e sulle musiche di Marco Di Stefano ed è diventato un video ideato e prodotto da Rosa Di Stefano, riprese e montaggio di Duilio Scalici, direttore della fotografia Danilo Pisano.

Le protagoniste sono due giovani danzatrici, Greta Chiappara e Rosa Maria Catania, la coreografia è di Giuseppe Rosignano.

Salmodia (per una sposa bambina) e il dibattito sui diritti delle donne nella Giornata Internazionale della donna (8 marzo)

Il video è stato patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti Sicilia e verrà diffuso nelle scuole di Palermo, dalle medie alle superiori, per promuovere il dibattito sui diritti delle donne.

Il testo che accompagna il video viene letto da Lucilla Trapazzo e ispirato al suo libro Ossidiana. Le musiche sono invece ispirate all’album Multiverse di Marco Di Stefano.

L’iniziativa, oltre ad essere il racconto delle bambine e delle donne costrette a questi matrimoni forzati, è soprattutto un atto di protesta. Lucilla Trapazzo accompagna in una ninna nanna il dramma della bambina che dalla leggerezza e innocenza dei giochi, si trova immersa in una vita torbida, vede sparire la madre e si ritrova prigioniera di un mondo che ha spezzato per sempre la sua innocenza.

Salmodia per una sposa bambina: l’incontro di poesia, musica e danza

Marco Di Stefano, pianista e compositore, ha studiato tecnica pianistica e composizione orchestrale con Giovanni D’Aquila a Palermo, Adriano Guarnieri a Bologna e Luc Brewaeys a Bruxelles.

Il suo stile semplice e narrativo ha incontrato le poesie di Lucilla Trapazzo raccolte in Ossidiana e ha messo in musica sei componimenti poetici dell’autrice, cassinate di origine, che attualmente vive tra Zurigo e New York. Ha studiato Letteratura Tedesca presso l’Università La Sapienza di Roma; successivamente ha conseguito il diploma post-laurea in Traduzione Tecnica presso la Regione Lazio e un Master in Film & Video presso la American University di Washington D.C. (dove uno dei suoi cortometraggi è stato premiato).

Ha inoltre studiato teatro all’ Accademia Fersen di Roma, poi con Elizabeth Kemp (Actor’s Studio) e con Jonathan Fox (Playback Theater), arte con Barbara Rose (AU) e alla Corcoran School of Art a Washington D.C.

La Trapazzo racconta Salmodia dal punto di vista della madre, che ha subito lo stesso violento destino. Si va dalla leggerezza, alla perdita di innocenza e anche nella coreografia subentra una ballerina adulta, la madre, che tenta disperatamente di salvare la figlia da un destino di prigionia, che inevitabilmente la porta alla morte.

Molte spose bambine muoiono la prima notte di nozze, muoiono come fiori recisi, come creature il cui ciclo vitale di crescita e maturazione sessuale non è stato rispettato, prede di “orchi” che vogliono imporre la supremazia violenta del mondo maschile, frutto di squallidi interessi e perversioni nascoste.

Ci siamo già occupate del tema delle spose bambine nell’ambito della street art. Combattiamo ogni giorno contro le forme di violenza verso bambine e donne, con tutti i mezzi possibili. L’8 marzo non è solo giorno di festa, ma di riflessione e presa di coscienza.

Il fenomeno delle spose bambine

Se andiamo a leggere alcune storie dall’Osservatorio dei diritti umani  ci rendiamo conto che in molti villaggi del Pakistan sono proprio la povertà e l’ignoranza a fare da padroni. Le bambine vengono tenute lontane dall’istruzione e fatte sposare da persone economicamente più abbienti. Spesso queste bambine muiono giovanissime, o vengono abbandonate nella povertà e nell’ignoranza.

Alcune di loro hanno ripreso in mano la propria vita, mettendosi coraggiosamente a studiare e creando delle Onlus per aiutare le altre bambine vittime dello stesso, crudele fenomeno. Da sempre organizzazioni come Amnesty International lanciano campagne e petizioni alle quali tutti possiamo contribuire.

Cara Icrewer, continua a lavorare l’8 marzo e concediti lo spazio per una riflessione su come migliorare la tua vita e quella delle altre donne.

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