SI FEST 2026 torna a Savignano sul Rubicone dall’11 settembre con il weekend principale dell’11, 12 e 13 settembre e due ulteriori fine settimana di mostre, il 19-20 e il 26-27 settembre. La prima informazione da chiarire è però un’altra: SI FEST non è interamente gratuito. Le mostre principali richiedono un biglietto o il pass, mentre performance, incontri e presentazioni sono a ingresso libero senza prenotazione.
Il tema della 35ª edizione è Still Standing, “ancora in piedi”: una riflessione sulla fotografia come strumento capace di restare presente, osservare e rendere visibili persone e storie che rischiano di scomparire. Per chi vuole soprattutto visitare le esposizioni, la scelta economicamente più semplice è spesso il pass da 15 euro, che consente ingressi illimitati alle mostre a pagamento.
| SI FEST 2026 | Informazione ufficiale |
|---|---|
| Weekend principale | 11-13 settembre 2026 |
| Altri weekend | 19-20 e 26-27 settembre |
| Venerdì 11 settembre | 18:00-00:00 |
| Sabato 12 settembre | 09:00-00:00 |
| Domenica 13 settembre | 09:00-20:00 |
| 19, 20, 26 e 27 settembre | 10:00-20:00 |
| Pass mostre | 15 euro, ingressi illimitati alle mostre a pagamento |
| Singolo accesso | 12 euro |
| Ridotto | 8 euro |
| Residenti | 5 euro |
| Under 14 | Gratis |
| Performance, incontri, presentazioni | Gratis e senza prenotazione |
SI FEST 2026 è gratis? Cosa si paga e cosa no
No, non tutto il festival è gratuito. Il sito ufficiale di SI FEST distingue chiaramente tra mostre a pagamento e attività libere. Per entrare nelle esposizioni che richiedono ticket esistono più formule; performance, incontri e presentazioni sono invece a ingresso libero e non richiedono prenotazione.
- 15 euro: pass per ingressi illimitati alle mostre a pagamento.
- 12 euro: biglietto intero per un singolo accesso alle mostre a pagamento.
- 8 euro: ridotto per 15-18 anni, studenti e persone con disabilità secondo le condizioni indicate.
- 5 euro: tariffa residenti.
- Gratis: under 14 e accompagnatori di persone con disabilità.
- Gratis: performance, incontri e presentazioni.
Le letture portfolio fanno storia a sé: richiedono registrazione e una quota specifica. Anche le visite guidate non sostituiscono il biglietto: sono ad aggregazione libera per chi possiede un regolare titolo di accesso, anche già validato.

Orari di SI FEST 2026: quando sono aperte le mostre
Gli orari cambiano tra il weekend inaugurale e quelli successivi. Venerdì 11 settembre le mostre sono aperte dalle 18:00 a mezzanotte. Sabato 12 l’apertura va dalle 09:00 a mezzanotte, mentre domenica 13 si chiude alle 20:00.
Per chi preferisce visitare il festival nei fine settimana successivi, il 19, 20, 26 e 27 settembre le mostre sono indicate dalle 10:00 alle 20:00. Questa differenza è utile da considerare soprattutto per chi arriva da fuori Savignano e vuole concentrare più esposizioni nella stessa giornata.
Conviene il pass da 15 euro o il biglietto da 12?
Se l’obiettivo è vedere almeno due mostre a pagamento, il pass da 15 euro è nettamente più conveniente del singolo accesso da 12 euro. Il vantaggio aumenta per chi torna in più giornate o vuole costruire un percorso diffuso tra autori diversi.
Il biglietto singolo ha invece senso per chi arriva a Savignano con poco tempo e vuole concentrarsi su una sola esposizione. Il festival è distribuito in più sedi e il programma comprende numerosi progetti: acquistare il pass senza avere almeno qualche ora a disposizione rischierebbe di non sfruttarne il valore.
Quando si svolge SI FEST 2026
Il cuore della manifestazione è il weekend 11-13 settembre. Venerdì 11 il programma ufficiale elenca diversi eventi; sabato 12 e domenica 13 sono previsti ulteriori appuntamenti, visite, mostre e attività.
Le esposizioni non chiudono però il 13 settembre. SI FEST prosegue anche nei fine settimana del 19-20 settembre e del 26-27 settembre. È un dettaglio utile per chi vuole evitare la maggiore concentrazione di pubblico del weekend inaugurale e dedicare più tempo alle fotografie.
Still Standing: cosa significa il tema della 35ª edizione
“Still Standing” può essere tradotto come “ancora in piedi”. La direzione artistica di Manila Camarini usa questa formula come dichiarazione di resistenza e presenza: la fotografia continua a osservare anche quando il contesto sociale, politico e culturale cambia rapidamente.
Non si tratta quindi di una semplice etichetta grafica. Il programma guarda a persone, territori, trasformazioni e forme di resistenza quotidiana. La fotografia viene proposta come luogo nel quale fermarsi, guardare e rendere visibile ciò che potrebbe restare ai margini.
Christopher Anderson: perché vedere Index
Tra i nomi più riconoscibili dell’edizione c’è Christopher Anderson, fotografo canadese-americano noto per un lavoro che attraversa fotogiornalismo, ritratto e racconto personale. A Savignano presenta Index.

Il suo nome è utile anche per capire l’identità del festival: SI FEST non costruisce una classifica di “fotografie più belle”, ma mette insieme autori capaci di interrogare il presente attraverso approcci molto diversi. Anderson porta un linguaggio in cui documento ed esperienza personale tendono spesso a sovrapporsi.
Robin de Puy e American
Un altro progetto centrale è American di Robin de Puy. La fotografa olandese lavora soprattutto sul ritratto e sull’incontro: più che costruire una visione monumentale degli Stati Uniti, usa volti, corpi e situazioni per raccontare un paese attraverso le persone.

Il confronto con Anderson è interessante proprio perché mostra due modi differenti di lavorare sull’America e sul ritratto. Se il tempo è limitato, scegliere esposizioni che dialogano tra loro è spesso più utile che provare a vedere tutto senza soffermarsi.
Gli altri fotografi da segnare nel programma
Il programma ufficiale comprende anche Mario Cresci, Lars Tunbjörk, Alba Zari, Andi Gáldi Vinkó, Olga Sokal, Robbie Lawrence, Camilla Pedretti, Fabio Domenicali e Carlos Folgoso Sueiro, oltre a progetti collettivi e lavori legati al Premio Marco Pesaresi.
Tra le esposizioni indicate figurano, fra le altre, Vinter di Lars Tunbjörk, Occult di Alba Zari, Black Stone Burns di Olga Sokal, Long Walk Home di Robbie Lawrence e il progetto di Mario Cresci dedicato alla scena del contemporaneo.
Se hai un solo giorno: come organizzare la visita
Con un solo giorno a disposizione conviene evitare di trasformare il festival in una corsa tra sedi. Una strategia semplice è:
- scegliere due o tre mostre prioritarie;
- acquistare il pass da 15 euro se si visitano almeno due esposizioni a pagamento;
- controllare il programma del giorno per inserire un incontro o una presentazione gratuita;
- lasciare tempo per gli spostamenti tra le sedi;
- verificare gli orari specifici di ogni mostra e gli eventuali aggiornamenti del programma.
Il festival pubblica un programma completo e le schede dei singoli autori. È la fonte da controllare la sera precedente, soprattutto se l’obiettivo è assistere a un incontro preciso oltre alle mostre.
Dove si comprano i biglietti
L’Info Point e la biglietteria del festival sono indicati in Piazza Bartolomeo Borghesi a Savignano sul Rubicone. Nei weekend del 19-20 e 26-27 settembre il punto informativo si sposta invece alla Sala Allende, Corso Gino Vendemini 18.
Questa differenza è utile soprattutto per chi arriva nelle settimane successive all’inaugurazione: non bisogna dare per scontato che il riferimento logistico resti identico per tutto settembre.
SI FEST e gli altri festival fotografici seguiti da Arte
SI FEST può diventare il primo nodo di un cluster dedicato ai festival italiani di fotografia. Sul sito abbiamo già seguito PhEST a Monopoli e l’approfondimento su Man Ray al PhEST: due contenuti utili per collegare mostre, autori e manifestazioni che usano la fotografia come strumento di lettura del territorio e della società.
SI FEST 2026 in sintesi
Il festival apre l’11 settembre e non è interamente gratuito. Il pass da 15 euro permette ingressi illimitati alle mostre a pagamento, il singolo accesso costa 12 euro e performance, incontri e presentazioni sono gratuiti senza prenotazione. Le esposizioni proseguono anche nei weekend del 19-20 e 26-27 settembre.
Per chi ama la fotografia, il vantaggio dell’edizione 2026 è la possibilità di costruire percorsi molto differenti nello stesso paese: dal racconto personale di Christopher Anderson ai ritratti di Robin de Puy, fino alle ricerche di Mario Cresci, Lars Tunbjörk e degli altri autori. La scelta migliore non è necessariamente vedere tutto: è arrivare sapendo quali mostre si vogliono osservare con più attenzione.