Il 15 settembre 1892 nasceva a Firenze Corrado Feroci, lo scultore che in Thailandia sarebbe diventato Silpa Bhirasri e che oggi viene ricordato come uno dei padri dell’arte moderna e contemporanea del Paese. La sua storia unisce formazione italiana, scultura monumentale, insegnamento e costruzione di istituzioni culturali in un passaggio poco conosciuto tra Europa e Asia.
La data non è soltanto biografica. Il Dipartimento delle Belle Arti thailandese ricorda il 15 settembre come Silpa Bhirasri Day, mentre la Silpakorn University, nata dal nucleo di formazione artistica che contribuì a costruire, continua a considerarlo una figura fondativa.

Chi era Silpa Bhirasri, nato Corrado Feroci
Corrado Feroci nacque a Firenze il 15 settembre 1892 e si formò artisticamente in Italia. Nel corso degli anni Venti si trasferì in Siam, l’attuale Thailandia, per lavorare come scultore e insegnante nell’ambito del Dipartimento delle Belle Arti. La sua attività non rimase confinata alla produzione di opere: contribuì soprattutto a introdurre un sistema strutturato di formazione artistica moderna.
La Silpakorn University ricostruisce questa origine spiegando che la scuola di belle arti da lui fondata offriva corsi di pittura e scultura e che nel 1943 l’istituzione venne elevata a università. Feroci, ormai noto come Silpa Bhirasri, è quindi legato direttamente alla nascita di uno dei principali atenei artistici thailandesi.
Il passaggio da Corrado Feroci a Silpa Bhirasri racconta anche una biografia segnata da due identità culturali. L’artista italiano divenne una figura centrale della cultura thailandese senza cancellare la propria formazione europea, ma usandola come base per un dialogo con tecniche, storia e sensibilità locali.
Perché il 15 settembre è una data importante in Thailandia
Il Dipartimento delle Belle Arti della Thailandia dedica il 15 settembre alla memoria di Silpa Bhirasri proprio perché coincide con il suo compleanno. La ricorrenza celebra il suo ruolo nella nascita dell’educazione artistica moderna e nella formazione di generazioni di artisti thailandesi.
È un caso interessante di memoria culturale: un artista nato in Italia è diventato una figura istituzionale dall’altra parte del mondo. La ricorrenza annuale non celebra soltanto uno scultore, ma un metodo didattico e un’idea di scuola d’arte capace di trasformare il sistema culturale di un Paese.
In questo senso la sua eredità va oltre quella di molti autori ricordati principalmente per singole opere. Come accade per figure che hanno modificato il modo di pensare la funzione sociale dell’arte, il valore di Bhirasri sta anche nelle strutture che ha lasciato. Un confronto utile è il nostro approfondimento su Joseph Beuys e il concetto di scultura sociale: contesti e linguaggi sono diversi, ma in entrambi i casi l’attività artistica supera l’oggetto e investe educazione, comunità e istituzioni.
Dalla scultura monumentale alla formazione degli artisti
Bhirasri lavorò anche come scultore per opere pubbliche e monumentali. Documenti del Dipartimento delle Belle Arti gli attribuiscono progetti e modelli destinati a monumenti centrali della Thailandia moderna. La sua competenza accademica italiana si intrecciò così con la costruzione di un linguaggio pubblico destinato a rappresentare memoria, monarchia e identità nazionale.
Ma è l’insegnamento a rendere il suo impatto duraturo. Formare artisti significa creare continuità: tecniche, metodo critico e disciplina vengono trasmessi, poi trasformati dagli allievi. Bhirasri contribuì a creare l’ambiente nel quale sarebbe cresciuta una parte importante dell’arte thailandese del Novecento.
La sua vicenda permette anche di leggere la scultura come pratica che cambia quando passa da un Paese all’altro. Materiali e metodi possono restare riconoscibili, ma il significato di un’opera pubblica dipende dal luogo, dalla storia e dalla comunità che la osserva. Su questo rapporto tra scultura e contesto abbiamo visto un caso italiano nell’articolo dedicato al Museo Mario Giansone e alla scultura del Novecento.

Il museo e l’eredità di Corrado Feroci
A Bangkok esiste oggi il Silpa Bhirasri National Museum, nato per conservare memoria, documenti e opere legate all’artista. Il museo è un ulteriore segnale della dimensione raggiunta dalla sua figura nella storia culturale thailandese.
Il fatto che venga ricordato con il nome thailandese non cancella Corrado Feroci. Al contrario, rende evidente il percorso di un artista fiorentino diventato parte della storia di un altro Paese. La sua biografia mostra quanto l’arte del Novecento sia stata costruita anche attraverso migrazioni di persone, metodi, scuole e idee.
Il 15 settembre, quindi, non ricorda soltanto la nascita di uno scultore. Ricorda il momento simbolico da cui parte una storia che collega Firenze a Bangkok e che ha lasciato un’università, un museo, opere pubbliche e soprattutto generazioni di artisti formati dentro un sistema nuovo.