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Teatro Greco di Siracusa

Teatro greco di Siracusa: la classicità tra mostre e teatro

Il teatro Greco di Siracusa ha inaugurato la sua stagione con la mostra "Orestea atto secondo". Il 3 luglio il debutto delle "Coefore Eumenidi" di Eschilo; il 4 luglio le "Baccanti" di Euripide

Il Teatro greco di Siracusa ha inaugurato la sua stagione il 1 luglio con la mostra multimediale Orestea atto secondo. La ripresa delle rappresentazioni classiche dopo la Grande Guerra e l’epidemia di Spagnola e rimarrà aperta al pubblico fino al 30 settembre. La mostra è stata pensata in occasione del centenario della rappresentazione delle Coefore di Eschilo.

Teatro Greco di Siracusa
Coefore di Eschilo. Elettra e le Coefore sulla tomba di Agamennone (fonte, sito dell’Inda)

 Teatro greco di Siracusa: a Palazzo Greco Orestea atto secondo. La ripresa delle rappresentazioni classiche dopo la Grande Guerra e l’epidemia di Spagnola

La direzione artistica di quella storica messinscena fu a cura di Ettore Romagnoli, scene e costumi di Duilio Cambellotti, scene e costumi di Giuseppe Mulè. La curatela della mostra è di Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione Inda, l’allestimento della mostra è a cura di Carmelo Iocolano e la supervisione di Davide Livermore.

E’ presente molto materiale fotografico inedito raccolto da Angelo Maltese e documenti d’archivio che prendono nuova vita con la tecnologia audiovisiva e i video realizzati da Alain Parroni. L’orario di apertura della mostra è dalle 17 alle 21.

Teatro greco di Siracusa  Teatro Greco di Siracusa: Sabato 3 luglio, alle ore 20  il debutto dello spettacolo Coefore Eumenidi di Eschilo, per la regia di Davide Livermore

Livermore, Direttore del Teatro Nazionale di Genova, ha curato la regia dello spettacolo partendo dalla drammaticità dei nostri tempi, in quanto mette in scena un “sistema di potere distrutto dove il fantasma di Agamennone impregna un impianto scenico di manifesta devastazione” . Sax Nicosia, è l’assistente alla regia e ha il compito di interpretare la voce e l’immagine di Agamennone.

La traduzione dal greco del testo di Eschilo è di Walter Lapini. Le scene sono di Davide Livermore e Lorenzo Russo Rainaldi, i costumi di Gianluca Falaschi, le musiche di Andrea Chenna, il disegno delle luci di Antonio Castro, il video design di D-Wok.

Il cast è così formato: Laura Marinoni (Clitennestra), Giuseppe Sartori (Oreste), Anna Della Rosa (Elettra) Stefano Santospago (Egisto), Giancarlo Judica Cordiglia (Apollo), Olivia Manescalchi (Atena), Maria Grazia Solano (Cilissa e la Pizia), Gaia Aprea, Alice Giroldini, Valentina Virando, Chiara Osella, Graziana Palazzo e Silvia Piccollo (Le Coefore), Maria Laila Fernandez, Marcello Gravina e Turi Moricca (Erinni/Eumenidi), i musici Diego Mingolla e Stefania Visalli, Spyros Chamilos (Pilade), Irasema Carpinteri (una donna), Gabriele Crisafulli, Manfredi Gimigliano, Lorenzo Iacuzio, Roberto Marra e Francesca Piccolo (guardie), Federica Cinque (statua di Atena).

Lo spettacolo rimarrà in scena fino al 31 luglio.

Ma qual è l’argomento delle Coefore di Eschilo? Il protagonista è Oreste che sente il dovere di vendicare suo padre Agamennone, ucciso da Egisto e Clitennestra, tuttavia paga questo gesto perchè verrà perseguitato dalle Erinni. In Oreste si concentra quindi il dilemma tra la rabbia del giusto, con la macchia dell’omicidio e la relativa espiazione della colpa.

Dopo 10 anni Egli torna ad Argo, dove viene a conoscenza della morte di Agamennone per mano di Egisto e Clitennestra. Sulla tomba di Agamennone trova infatti la sorella Elettra e le Coefore, ancelle che versano libagioni per il defunto.

Oreste decide compiere la sanguinosa vendetta contro i due amanti, ma sarà perseguitato dalle Erinni da Argo fino a Delfi. Qui Oreste viene difeso dal dio Apollo. Oreste fugge verso Atene, dove la Dea Atena istituisce un nuovo tribunale che dovrà decidere la sorte di Oreste. Quest’ultimo viene assolto proprio grazie al voto della Dea e le Erinni diventano le Eumenidi, ossia le benevole.

Domenica 4 luglio, alle ore 20Baccanti di Euripide con la regia di Carlus Padrissa

Teatro Greco di Siracusa
Coro Baccanti Pantano Photographer

Padrissa, di origine catalana, è il fondatore della compagnia La Fura dels Baus. L’allestimento mette particolarmente in evidenza i corpi attraverso “leve, gru, funi e carrucole che andranno a comporre un Deus ex machina estetico” .

La traduzione dal greco del testo di Euripide è di Guido Paduano. La regia, le scene e le luci sono di Carlus Padrissa, le coreografie di Mireia Romero Miralles, i costumi di Tamara Joksimovic; Emiliano Bronzino è il regista assistente, Maria Josè Revert assistente alla regia mentre Simonetta Cartia ha la direzione dei cori. Toni Garbini e Michele Salimbeni hanno collaborato alla drammaturgia.

Il cast è composto da Lucia Lavia (Dioniso), Ivan Graziano (Penteo), Antonello Fassari (Tiresia), Linda Gennari (Agave), Stefano Santospago (Cadmo), Antonio Bandiera (secondo messaggero), Simonetta Cartia, Elena Polic Greco (corifee), Rosy Bonfiglio, Ilaria Genatiempo, Lorenzo Grilli, Cecilia Guzzardi, Doriana La Fauci, Viola Marietti, Katia Mirabella, Giulia Valentini (coro di Baccanti), Spyros Chamilos e Francesca Piccolo (primo messaggero).

Nello spettacolo sono inoltre coinvolti gli allievi dei tre anni di corso dell’Accademia d’arte del dramma antico. Baccanti resterà in scena fino al 20 agosto. Lo spettacolo, sarà ripreso e tramesso integralmente da Rai 5.

Dioniso, circondato dal suo seguito di Baccanti viene dall’Oriente e giunge a Tebe. Le donne di corte accettano il culto di Dioniso, il re Cadmo e l’indovino Tiresia si adeguano, ma il re Penteo cugino di Dioniso, ne rifiuta il culto, ma rimane vittima del delirio della madre Agàve che scambiandolo per una fiera lo scanna.

Caro Icrewer sei pronto ad immergerti nel clima del teatro greco di Siracusa? Informazioni al sito https://www.indafondazione.org/

Andrai a vedere la mostra e i due spettacoli?
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