Un antico tessuto è stato ritrovato nel monastero di Vallegloria a Spello e una tradizione locale lo collega a San Francesco d’Assisi. Al momento, però, non esiste una prova che il manufatto sia appartenuto al santo o che risalga al suo tempo. La stessa Diocesi di Foligno precisa che il racconto tramandato nei secoli non trova conferma nelle più antiche fonti francescane.
La domanda quindi è legittima: il tessuto di San Francesco trovato a Spello è autentico? La risposta, allo stato attuale delle conoscenze, è non lo sappiamo. Serviranno indagini scientifiche, storico-artistiche e diagnostiche per stabilire datazione, materiali, caratteristiche e contesto del reperto.
| Cosa sappiamo | Cosa non è ancora dimostrato |
|---|---|
| Il tessuto è custodito nel monastero di Vallegloria a Spello | Che sia appartenuto a San Francesco |
| Una tradizione locale lo considera un dono alla beata Balbina | Che il manufatto risalga al XIII secolo |
| La tradizione è stata tramandata dalla comunità monastica | La provenienza originaria del tessuto |
| Sono previste indagini e un percorso di restauro | La relazione materiale con il passaggio di Francesco a Vallegloria |
Dove è stato trovato il tessuto legato a San Francesco
Il manufatto è riemerso all’interno del monastero di clausura di Vallegloria delle monache clarisse, a Spello, sul monte Subasio. La notizia è stata resa pubblica il 2 settembre 2026 dalla Diocesi di Foligno.
Secondo la comunicazione ufficiale della Diocesi di Foligno, una consolidata memoria locale identifica il tessuto come un dono che San Francesco avrebbe lasciato alla beata Balbina durante una visita all’antico cenobio.

Il tessuto è autentico? Perché oggi non si può dirlo
Attribuire oggi il tessuto direttamente a San Francesco sarebbe prematuro. Il punto più importante della comunicazione diocesana è proprio la distinzione tra tradizione e prova storica: il racconto del dono è radicato nella memoria locale, ma non compare nelle fonti francescane più antiche finora richiamate dalle istituzioni coinvolte.
Questo non rende il manufatto privo di interesse. Significa semplicemente che occorre separare quattro livelli diversi: il reperto materiale, la sua possibile antichità, la tradizione monastica e l’eventuale collegamento personale con Francesco. Dimostrare uno di questi punti non dimostra automaticamente gli altri.
Quali analisi serviranno per datare il tessuto
La Diocesi ha annunciato indagini scientifiche, storico-artistiche e diagnostiche, ma non ha ancora indicato nel dettaglio tutti i protocolli che saranno utilizzati. Per un tessuto antico, le verifiche possono riguardare la natura delle fibre, la tecnica di tessitura, i coloranti, lo stato di conservazione e il confronto con manufatti datati con maggiore sicurezza.
Quando le condizioni del reperto e il progetto scientifico lo consentono, anche la datazione radiometrica di materiale organico può offrire un intervallo cronologico. Un eventuale risultato compatibile con il XIII secolo, però, attesterebbe l’età del materiale e non basterebbe da solo a provare che Francesco lo abbia posseduto o donato.
Perché la tradizione della beata Balbina resta importante
Il valore storico di un oggetto non dipende soltanto dalla possibilità di associarlo a una personalità celebre. Nel caso di Vallegloria conta anche la continuità della memoria conservata dalla comunità monastica e dal territorio.
Per secoli il tessuto è stato collegato al racconto di un incontro tra Francesco e la comunità religiosa. Anche se le analisi dovessero collocarlo in un periodo diverso da quello francescano, resterebbe da studiare quando nasce questa attribuzione, come viene tramandata e quale ruolo assume nella storia del monastero. La tradizione, quindi, è una fonte culturale da analizzare, non una certificazione automatica di autenticità.
Quando sarà presentato il tessuto di Spello
La presentazione ufficiale del rinvenimento è prevista venerdì 4 settembre 2026 alle ore 17 nella chiesa del monastero di Vallegloria a Spello. Monsignor Felice Accrocca, vescovo delle Diocesi di Foligno e di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, presiederà prima la celebrazione eucaristica.
Al termine saranno illustrati il significato storico e spirituale attribuito al manufatto e il percorso previsto per studio, restauro, conservazione e valorizzazione. Le monache clarisse hanno infatti espresso la volontà di promuovere un intervento conservativo sul reperto.
Il ritrovamento arriva nell’anno degli 800 anni dalla morte di San Francesco
Il tempismo amplifica inevitabilmente l’attenzione. Il 2026 segna l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226, e Assisi sta ospitando un ampio programma culturale e religioso dedicato alla sua eredità. Il programma ufficiale del Comune di Assisi comprende decine di iniziative durante tutto l’anno.
Su iCrewPlay Arte il centenario è già diventato un piccolo cluster culturale, dal rapporto tra Giotto e San Francesco fino alla mostra Creature, Creatori al MAXXI, che rilegge il messaggio francescano attraverso l’arte contemporanea.
Cosa potrebbe cambiare dopo le analisi
Gli scenari possibili sono diversi. Le analisi potrebbero mostrare che il tessuto è compatibile cronologicamente con l’epoca di Francesco, oppure collocarlo in secoli successivi. Potrebbero inoltre emergere elementi sulla provenienza geografica, sui materiali e sulle tecniche utilizzate.
La questione più difficile rimarrebbe comunque quella dell’attribuzione personale. Per collegare il manufatto a Francesco servirebbe una catena documentaria o un insieme di indizi storici molto più forte della sola datazione. È per questo che, fino alla conclusione degli studi, la formulazione corretta resta: un antico tessuto che la tradizione locale lega a San Francesco.
Perché il ritrovamento conta anche senza una conferma definitiva
La scoperta apre una ricerca che incrocia storia, conservazione tessile, memoria religiosa e patrimonio locale. Se il manufatto si rivelasse medievale, il suo interesse sarebbe evidente anche indipendentemente dall’attribuzione francescana. Se fosse più recente, diventerebbe comunque una testimonianza materiale della costruzione e della trasmissione di una memoria secolare.
Il punto, quindi, non è scegliere subito tra reliquia e leggenda. È seguire le prove. Il tessuto esiste, la tradizione esiste, l’autenticità francescana resta da dimostrare. Le prossime analisi dovranno stabilire quanto queste tre storie coincidano.