Nuove indagini geofisiche nella tomba di Tutankhamon hanno individuato anomalie compatibili con un sistema di corridoi e possibili camere oltre la KV62, riaprendo una delle ipotesi più affascinanti dell’egittologia: che dietro il sepolcro del giovane faraone esista una parte ancora nascosta di un complesso funerario più grande. Ma un punto va chiarito subito: gli archeologi non hanno trovato la tomba di Nefertiti. I nuovi dati rendono l’ipotesi più interessante, non la trasformano in una prova.
La ricerca è tornata al centro dell’attenzione dopo l’anticipazione pubblicata da Nature il 17 settembre 2026. Il gruppo guidato dall’archeologo egiziano Mamdouh Eldamaty ha combinato georadar, microgravità e dati raccolti in campagne precedenti. Il risultato suggerisce strutture a bassa densità e geometrie che potrebbero essere artificiali, ma per capire che cosa siano servirà un’esplorazione diretta.
Che cosa hanno trovato vicino alla tomba di Tutankhamon
Le anomalie più interessanti si trovano oltre e attorno alla camera funeraria di Tutankhamon. Secondo la ricostruzione riportata anche da Sky TG24, i dati sarebbero compatibili con un corridoio largo circa due metri e con altri spazi che potrebbero avere angoli e orientamenti regolari.
Uno degli elementi nuovi è l’uso della microgravità. Questa tecnica misura variazioni minime del campo gravitazionale per individuare differenze di densità nel sottosuolo. In pratica, un vuoto, un corridoio riempito di detriti o una struttura artificiale possono produrre segnali differenti rispetto alla roccia compatta.
Il team ha incrociato queste misurazioni con il georadar e con dati di resistività elettrica ottenuti negli anni precedenti. Le anomalie non bastano da sole a dire che esistano camere intatte, ma la coincidenza di più segnali nello stesso settore rende il caso abbastanza forte da giustificare nuove verifiche.

Perché si torna a parlare proprio di Nefertiti
Il nome di Nefertiti entra nella storia perché l’ipotesi di camere nascoste dietro la tomba di Tutankhamon non nasce oggi. Nel 2015 l’egittologo Nicholas Reeves osservò dettagli nelle pareti e nelle pitture della camera funeraria che, secondo la sua interpretazione, potevano indicare antichi accessi successivamente chiusi.
Reeves propose che la KV62 potesse essere soltanto una parte di una tomba reale più estesa e che gli ambienti più profondi potessero essere collegati a Nefertiti. L’idea si basa anche sulla forma insolita della sepoltura di Tutankhamon, relativamente piccola per un faraone e forse adattata rapidamente dopo la sua morte.
La teoria resta però una teoria. Anche se venissero confermati corridoi o camere oltre le pareti note, non ne conseguirebbe automaticamente che appartengano a Nefertiti. Potrebbero avere un’altra funzione, appartenere a un complesso precedente oppure essere collegati a una diversa sepoltura reale.
Perché le ricerche precedenti avevano frenato l’ipotesi
Il dibattito è acceso proprio perché negli ultimi dieci anni le indagini hanno prodotto risultati contrastanti. Alcune campagne geofisiche avevano segnalato anomalie, mentre altre non avevano trovato prove convincenti di grandi stanze immediatamente dietro le pareti della camera funeraria.
Una delle spiegazioni proposte dal nuovo gruppo è che le ricerche precedenti potessero essere orientate soprattutto a individuare grandi vuoti. Se invece esistesse un corridoio colmo di detriti o un sistema più complesso e distante dalla parete, il segnale potrebbe essere molto meno netto.
È per questo che il nuovo studio non cancella i risultati precedenti, ma li rimette in discussione usando una combinazione di tecniche diversa. La cautela resta necessaria: diversi specialisti indipendenti hanno giudicato i segnali interessanti, ma non sufficienti per arrivare a una conclusione definitiva.

Perché la tomba di Tutankhamon continua a sembrare anomala
La KV62 è straordinaria non soltanto per il corredo scoperto da Howard Carter, ma anche per le sue dimensioni e per la sua disposizione. Tutankhamon morì giovane e la sepoltura potrebbe essere stata preparata in tempi relativamente brevi, un elemento che ha alimentato l’idea di un adattamento di spazi già esistenti.
Su Arte iCrewPlay abbiamo ricostruito la storia dell’apertura della tomba di Tutankhamon e della camera sepolcrale. Quel ritrovamento del 1922 e 1923 ha cambiato l’egittologia, ma oltre un secolo dopo la geometria della tomba continua a generare domande che gli strumenti moderni possono affrontare in modo diverso.
È utile ricordare anche che Howard Carter arrivò in Egitto inizialmente come artista e disegnatore archeologico. La storia della KV62 è quindi anche la storia di come cambiano i metodi con cui osserviamo le tombe: dai rilievi manuali alle scansioni, dal radar alle misure di microgravità.
Come si può verificare se esistono davvero camere nascoste
Il passaggio decisivo non sarà un’altra ricostruzione teorica, ma l’accesso diretto agli spazi indicati dalle anomalie. La decisione spetta alle autorità egiziane e al Supreme Council of Antiquities. Nature riferisce che, se arriverà l’autorizzazione, il gruppo propone piccoli fori controllati attraverso cui introdurre dispositivi miniaturizzati con telecamere.
Un metodo del genere permetterebbe di osservare gli eventuali ambienti riducendo l’impatto sulle strutture esistenti. Soltanto allora si potrebbe stabilire se dietro la KV62 ci siano realmente corridoi o camere artificiali e, in un secondo momento, cercare elementi utili a identificarne l’epoca e la destinazione.
La tomba di Nefertiti è stata trovata?
No. Questa è la distinzione più importante. I nuovi dati geofisici indicano anomalie che potrebbero essere compatibili con strutture nascoste. Non mostrano una mummia, non leggono iscrizioni e non identificano una sepoltura.
Il nome di Nefertiti torna perché una teoria già nota prevede che la sua tomba possa trovarsi in un settore ancora chiuso del complesso. La vera notizia del 2026 è che nuove misurazioni hanno fornito elementi sufficienti per riaprire seriamente la domanda. Se esista una camera e chi possa esservi stato sepolto sono ancora due questioni senza risposta.