Utopiche seduzioni
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UTOPICHE SEDUZIONI. Dai nuovi materiali alla Recycled Art. Una mostra sulla sostenibilità ambientale

Dal 28 ottobre al 24 marzo 2024 a Forlì si terrà la mostra UTOPICHE SEDUZIONI. Dai nuovi materiali alla Recycled Art. Da Piero Manzoni alle ultime generazioni

Dal 28 ottobre al 24 marzo 2024 a Forlì si terrà la mostra UTOPICHE SEDUZIONI. Dai nuovi materiali alla Recycled Art.
Da Piero Manzoni alle ultime generazioni,
a cura di Nadia Stefanel e Matteo Galbiati e della Fondazione Dino Zoli che presenta il progetto CHANGES. Il cambiamento come urgenza della sostenibilità

Utopiche seduzioni
Piero Manzoni, Achrome, , 1960-61, polistirolo espanso e vernice fosforescente, 60×46 cm. Ph. Agostino Osio © Fondazione Piero Manzoni, Milano

La mostra è stata realizzata grazie al patrocinio del Comune di Forlì, della Regione Emilia-RomagnaConfindustria Romagna, con il sostegno di Dino Zoli Textile e la sponsorizzazione tecnica di Consorzio Detox di Prato e di DZ Engineering.

Inoltre L’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia ha attivato un tirocinio per gli studenti del corso di Comunicazione espositiva, che dovranno schedare le opere e realizzare i pannelli introduttivi.

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Afran, Riscossa del sacro, sculture polimateriche, plastica, metallo, cuciture di Denim, installazione di sette elementi, dimensioni variabili

Utopiche seduzioni: il percorso espositivo

La mostra raccoglie 50 anni di riflessioni sulla tipologia dei materiali e sulla loro portata innovativa nell’arte e nella quotidianità. Essa comprende una selezione di opere di Piero Manzoni messe a disposizione dalla Fondazione Piero Manzoni di Milano, di Piero Gilardi e di Enrico Cattaneo.

Il percorso si articola nelle ricerche degli artisti che vengono suddivisi in artisti mid-career (AfranValerio Anceschi, Alessio Barchitta, Andrea Cereda, Marina Gasparini, Roberto Ghezzi, Thierry Konarzewski, Margherita Levo Rosemberg, Lulù Nuti, Francesca Pasquali, Artan Shalsi, Sasha Vinci) ed emergenti (Lucia Bonomo, Michele di Pirro, Cesare Galluzzo, Miriam Montani, Giulia Nelli, Anuska Sarkar).

Utopiche seduzioni
Alessio Barchitta, Can’t wait, piastrelle di recupero, malta cementizia, installazione di due elementi, 40x40x20 cm e 60x60x30 circa

Il fruitore potrà così vedere gli Achrome di Manzoni, i lavori site-specific di Francesca Pasquali e Giulia Nelli, destinati al riciclo totale, dipinti di Enrico Baj e Renata Boero, parte della collezione permanente della Fondazione Dino Zoli.

«In un’epoca in cui, forse con un colpevole ritardo, abbiamo capito il valore e la fragilità dell’ambiente in cui viviamo e il modo diverso in cui dovremmo approcciarci alle sue risorse, anche l’Arte, o forse soprattutto l’Arte, può aiutarci a comprendere e riflettere, in altra misura e maniera, sui temi forti del nostro presente»
Questo è quanto dichiara Nadia Stefanel, direttrice della Fondazione Dino Zoli.
Utopiche seduzioni
Andrea Cereda, Mail delivery failure, 2014, lamiere e filo di ferro, dimensioni variabili
Matteo Galbiati aggiunge che il senso delle opere in mostra è proprio quello di sottolineare quei passaggi epocali in cui gli artisti presagivano un cambiamento di rotta e di pensiero che cercavano di mettere in atto attraverso ricerche e sperimentazioni che dal Secondo Dopoguerra in poi si concretizzavano nell’uso di nuovi materiali per fare arte.
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Artan Shalsi, Artan Shalsi, P_M_PEHD_B_23_319, 2023, polietilene ad alta densità, 85,5×54,5 cm. Courtesy l’artista e ArteA Gallery, Milano – Galleria d’Arte Niccoli, Parma jpg 4 di 15
Alcuni artisti hanno avuto una fascinazione per la plastica e le sostanze sintetiche che tuttavia possono essere dannose per l’ambiente, ma si è giunti alla consapevolezza che, anche attraverso le ricerche degli artisti, è stato possibile intervenire sul riuso, sul riciclo, sull’eco-sostenibilità, sulla sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente. Tali pratiche si sono poi inserite nella quotidianità attraverso l’utilizzo di materiali ecosostenibili, naturali o, appunto, riutilizzati.
“In questo senso si intuirà come l’Arte abbia, nel corso dei decenni, sempre saputo essere osservatorio privilegiato sul/del proprio tempo e, in taluni casi, ne abbia anticipato orientamenti e pratiche».
Così conclude Galbiati.
Utopiche seduzioni
Thierry Konarzewski, White planet, serie After the future, Oceano Atlantico, Francia il 21 febbraio 2014, stampa Fine Art su carta Hahnemühle, 100×150 cm jpg

Changes: il cambiamento come urgenza della sostenibilità

Insieme alla mostra si terranno periodicamente dei Talk tematici.  Il primo è previsto per Sabato 11 novembre alle ore 17.00 Riciclare, riusare, trasformare: impariamo dalla Natura. Ci sarà l’intervento del botanico e divulgatore Stefano Mancuso che dialogherà con tecnici ed esponenti di realtà produttive. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione alla mail  info@fondazionedinozoli.com,  oppure puoi telefonare al +39 0543 755711.

Informazioni e prenotazioni

La Fondazione Dino Zoli è aperta al pubblico da martedì a giovedì con orario 9.30-12.30, venerdì, sabato e domenica ore 9.30-12.30 e 16.30-19.30, chiuso lunedì e festivi. Ingresso libero. Per informazioni: T. +39 0543 755770, info@fondazionedinozoli.com, www.fondazionedinozoli.com.

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