William Shatner, il volto storico del capitano Kirk di Star Trek, ha debuttato nell’heavy metal a 95 anni. A Chicago ha portato dal vivo Crazy Train di Ozzy Osbourne, Enter Sandman dei Metallica e Ace of Spades dei Motörhead insieme alla nuova band The *uckers, alternandole a brani originali collegati al suo prossimo album metal.
Non è stata una comparsa simbolica di pochi minuti. Il 19 settembre 2026 Shatner ha tenuto un vero set al Park West come warm-up del Riot Fest, per poi comparire anche al festival. La domanda più curiosa è inevitabile: perché un attore di 95 anni, identificato da decenni con la fantascienza, ha deciso di entrare proprio adesso nel mondo heavy metal?
Cosa ha cantato William Shatner nel suo primo concerto metal
La scaletta del debutto documentata da Consequence comprende tre cover immediatamente riconoscibili: Crazy Train di Ozzy Osbourne, Ace of Spades dei Motörhead ed Enter Sandman dei Metallica. Accanto ai classici, Shatner ha presentato tre brani originali legati al nuovo progetto.

Il modo in cui Shatner affronta questi pezzi è coerente con la sua storia musicale: più che trasformarsi in un cantante metal tradizionale, usa la propria voce come racconto e spoken word, mentre la band costruisce intorno a lui l’impatto delle chitarre. Il contrasto tra una voce teatrale e canzoni nate per essere urlate o cantate è una parte centrale dell’effetto.
Perché Shatner ha scelto proprio l’heavy metal
Il passaggio non nasce dal nulla. Shatner ha pubblicato nel corso degli anni diversi progetti musicali costruiti sulla recitazione ritmica e sulla reinterpretazione di canzoni celebri. L’heavy metal porta questa formula in una direzione più estrema: volume, riff e repertorio iconico diventano il contrappunto alla sua voce parlata.
Il Riot Fest aveva annunciato già a luglio il debutto della nuova band The *uckers e la volontà di presentare dal vivo materiale dal prossimo album. Il concerto di settembre ha quindi trasformato una premessa apparentemente surreale in un progetto concreto.
Il nuovo album metal di William Shatner non è una semplice gag
Il disco annunciato si intitola What the F Is Heavy Metal? e riunisce nomi che appartengono alla storia del genere. Tra gli ospiti segnalati figurano Brian May dei Queen, Rob Halford dei Judas Priest, Tony Iommi dei Black Sabbath e Dave Lombardo, già batterista degli Slayer.
Questi nomi cambiano il peso dell’operazione. Non siamo davanti soltanto a un attore famoso che si diverte con un repertorio metal: il progetto è stato costruito insieme a musicisti che hanno contribuito a definire hard rock, heavy metal e thrash. Shatner resta al centro come interprete atipico, ma il contesto musicale è deliberatamente serio.

Perché Enter Sandman e Crazy Train funzionano con Shatner
La scelta di Enter Sandman e Crazy Train è particolarmente efficace perché sono canzoni riconoscibili anche fuori dal pubblico metal. Il loro ritmo lascia spazio a una voce che può essere declamata, mentre riff e ritornelli mantengono intatta l’identità del pezzo.

Su Arte iCrewPlay abbiamo raccontato la dimensione da stadio dei Metallica nella data italiana dell’M72 World Tour. Per Ozzy Osbourne, il nostro archivio conserva anche il racconto di Ordinary Man con Elton John e Slash, un’altra collaborazione capace di unire generazioni e linguaggi rock differenti.
A 95 anni Shatner sta cambiando carriera?
Più che un cambio di carriera, sembra una nuova estensione del personaggio artistico di William Shatner. La recitazione, la fantascienza, lo spoken word e la musica sono già entrati più volte nello stesso spazio nel suo percorso. L’heavy metal gli offre adesso un linguaggio abbastanza grande e teatrale da trasformare l’età stessa in parte dello spettacolo.
Ed è proprio il dato anagrafico a rendere il debutto così forte sul piano culturale. A 95 anni Shatner non sta semplicemente celebrando un repertorio del passato: sta preparando un nuovo album e si presenta davanti a un pubblico festivaliero con una band nuova. La curiosità nasce da questo cortocircuito tra un’icona televisiva degli anni Sessanta e alcuni dei riff più riconoscibili della storia del metal.