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Immacolata Concezione di Tiepolo

L’Immacolata Concezione di Tiepolo: la rappresentazione del dogma anticipato

Con la rappresentazione del dogma dell'Immacolata Concezione, Giambattista Tiepolo ha anticipato i tempi. Il dogma fu proclamato da Pio IX nel 1854 con la bolla "Ineffabilis Deus"

Per rendere omaggio all’8 dicembre, giorno dedicato all’Immacolata Concezione, ci immergeremo tra i dipinti di Giambattista Tiepolo. Le opere dedicate all’Immacolata sono importanti nello scenario storico-artistico, perché il Tiepolo è stato precursore di eventi e anticipatore di decisioni ecclesiastiche importanti.

I dipinti del Tiepolo raffiguranti la Vergine Immacolata

L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria.

Immacolata Concezione Tiepolo

La prima rappresentazione dell’Immacolata Concezione risale al 1733, l’opera è situata presso il Museo Civico di Palazzo Chiericati. L’opera è un olio su tela, di dimensioni 378×190 cm. La Madonna, secondo l’iconografia tradizionale affermatasi in età controriformista, è rappresentata mentre appare in cielo, avvolta in una veste candida e in un ampio manto azzurro.

Seguendo il racconto dell’Apocalisse (12, 1), Tiepolo raffigura la Vergine come una giovane donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo. Il suo sguardorivolto in basso verso l’umanitàe il suo atteggiamento fiero e altero esprimono il suo distacco dalla natura umana, indicato anche dai gigli reclinati, quasi appassiti, che alcuni realistici e vivaci angioletti stringono tra le mani

Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo

Successivamente, nel 1757, Giambattista Tiepolo realizza un’altra opera dedicata al dogma della Vergine Maria. La tela si trova presso l’Oratorio della Purità di Udine. In questa pala, la Vergine Maria ha uno sfondo dorato, che dona luminosità e conferisce valore statuario alla figura. Attorno al basamento dei candidi gigli, da sempre iconograficamente segni distintivi, simboleggiano la purezza della Vergine.

Nell’Immacolata dell’Oratorio non compare la corona delle dodici stelle che però è evocata dalla raggiera della conchiglia. Quest’ultima accogliendo il volto della Vergine, come fosse una perla creata dalla rugiada celeste, allude alla sua immacolata concezione. Nel dipinto non è presente nemmeno l’altrettanto usale falce di luna, simbolo del mutare delle sorti umane, che viene però suggerita dalle ali del cherubino sotto i piedi della Vergine.

L’Immacolata Concezione custodita al Museo del Prado

L’Immacolata Concezione del Tiepolo rappresenta la Vergine, circondata da angeli, mentre viene incoronata con una corona di stelle. È raffigurata mentre calpesta un serpente, rappresentando la sua vittoria sul diavolo. I gigli e le rose sono riferimenti all’hortus conclusus, e simboleggiano l’amore di Maria, assieme alla sua verginità e purezza.

L'Immacolata Concezione di Tiepolo Il dipinto è uno delle sette pale d’altare commissionate nel marzo 1767 da Carlo III, re di Spagna, per la chiesa di San Pascual in Aranjuez, allora in costruzione. La struttura era in origine un monastero francescano assegnato successivamente alle suore concezioniste. Entrambi gli ordini promuovevano il culto dell’Immacolata Concezione. Il dipinto è ora conservato al museo del Prado, a Madrid.

“Una donna che sembrava vestita di sole, con una corona di dodici stelle in capo e la luna sotto i suoi piedi”

Entrando nel dipinto Immacolata Concezione, notiamo che la Vergine Maria, sotto i cui piedi è raffigurato il globo, vola nel cielo. È circondata da angeli, una colomba bianca, che è un simbolo dello Spirito Santo, spalanca le ali sulla testa della Vergine. La supremazia della Madre di Dio sul male terrestre è personificata dalla palma che giace in primo piano. Maria calpesta un serpente con una mela in bocca, a simboleggiare il peccato originale.

La veste argentata della Vergine intrisa di luce, emerge dall’ombra del manto, illustrando l’affermazione della donna vestita di sole. Lo spicchio di luna è soverchiato dalla sfera del mondo sopra la quale è simbolicamente ingaggiata una battaglia decisiva tra la Donna e il serpente, mentre le dodici stelle che formano una corona ruotante attorno al capo della Vergine sono il riconoscimento della vittoria, che di certo non può mancare. Il rimando delle allusioni fa sì che lo stesso serpente con il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male tra le fauci, accenni al “drago enorme” dell’Apocalisse.

Per arrivare alla realizzazione di quest’opera, definita da tutti gli storici e i critici d’arte come la più bella rappresentazione della Vergine Maria nel dogma dell’Immacolata Concezione, Giambattista Tiepolo ha realizzato cinque modelli. I modelli sono attualmente conservati presso il Courtauld Institute of Art a Londra e sono considerati tra le sue opere più belle.

Il modello per l’Immacolata Concezione differisce per molti aspetti dalla versione finale. In quest’ultima,

Maria occupa più spazio e non è supportata dall’angelo alla sua sinistra. Si pensa che quell’angelo sia l’Arcangelo Michele che, sconfiggendo Lucifero, predisse il ruolo di Maria come strumento di salvezza. L’angelo è presente in una bozza a olio completata in quel periodo, adesso alla National Gallery of Ireland, considerata come la rappresentazione iconograficamente più complessa dell’Immacolata Concezione di Tiepolo. Il triangolo rappresenta la trinità.

La figura della Madonna e i dogmi a lei legati, sono stati da sempre fonte di ispirazione per gli artisti, pittori, cantanti, poeti e non solo. Il Tiepolo ha saputo racchiudere, dopo un lungo lavoro, la bellezza e la purezza della Vergine, utilizzando un dettagliato e preciso simbolismo.

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