La Ronda di notte di Rembrandt non è arrivata fino a noi nella sua composizione originale: nel 1715 furono tagliate strisce di tela su tutti e quattro i lati per far entrare il dipinto tra due porte del municipio di Amsterdam. I frammenti non sono mai stati ritrovati. Oggi sappiamo come appariva l’opera prima del taglio grazie a una copia seicentesca e a una ricostruzione digitale realizzata dal Rijksmuseum.
Perché nel 1715 tagliarono un capolavoro?
Rembrandt dipinse la grande scena dei miliziani nel 1642 per la sede della compagnia, i Kloveniersdoelen. Nel 1715 il quadro fu trasferito al municipio di Amsterdam, l’attuale Palazzo Reale in piazza Dam. Il nuovo spazio non era abbastanza ampio: per sistemare la tela tra due porte, vennero eliminate porzioni del dipinto anziché cambiare collocazione.
Non si trattò dunque di una scelta compositiva di Rembrandt né di un danno provocato da un restauro moderno. Fu un adattamento materiale all’architettura del nuovo edificio. Come ricostruisce il Rijksmuseum nel suo resoconto ufficiale, i quattro ritagli andarono perduti.
Cosa manca alla Ronda di notte che vediamo oggi?
Il taglio maggiore interessò il lato sinistro: la ricostruzione museale indica una striscia larga circa 64,4 centimetri. Mancano inoltre una porzione destra di circa 7 centimetri e una fascia superiore di circa 23,3 centimetri; una parte fu tolta anche dal basso. Le dimensioni dell’opera superstite sono circa 379,5 per 436 centimetri, mentre la versione ricostruita raggiunge circa 393,1 per 507,4 centimetri.
La perdita non riguarda soltanto la superficie pittorica. Senza il margine sinistro, i personaggi principali appaiono disposti diversamente rispetto all’equilibrio originario immaginato dal pittore. Secondo le spiegazioni didattiche del museo, in quella zona si trovavano anche tre figure oggi assenti.
Come ha fatto il Rijksmuseum a ricostruire i pezzi perduti?
Esiste un indizio fondamentale: una copia del Seicento attribuita a Gerrit Lundens, datata approssimativamente tra il 1642 e il 1655 e conservata al Rijksmuseum. La copia testimonia una composizione più estesa prima del ridimensionamento del 1715. Il museo l’ha utilizzata come riferimento per elaborare digitalmente le porzioni mancanti, impiegando reti neurali addestrate a riprodurre caratteristiche cromatiche e pittoriche del lavoro di Rembrandt.
Nel giugno 2021 i pannelli ricostruiti furono presentati attorno all’originale, in un allestimento temporaneo. La distinzione è essenziale: l’intelligenza artificiale non ha ritrovato i frammenti e non ha ridipinto fisicamente la tela antica. Ha prodotto una proposta visiva fondata su una copia storica, utile a comprendere una composizione altrimenti perduta.
È possibile sapere esattamente come fosse la versione del 1642?
No, non in ogni dettaglio. La copia seicentesca costituisce una prova importante del disegno generale, ma non equivale agli originali perduti: pennellata, materia, particolari e colori dei margini rimangono ricostruzioni. Il Rijksmuseum ha precisato di non voler reintegrare materialmente questi pannelli nel dipinto durante il restauro.
Il caso mostra anche perché ricerca tecnica e storia dell’arte vadano lette insieme. Sotto la pittura gli studiosi hanno individuato un disegno preparatorio della Ronda di notte; un’altra indagine ha collegato il cane del quadro a un disegno più antico. Sono domande differenti da quella dei margini tagliati, ma aiutano a distinguere ciò che Rembrandt progettò da ciò che la storia materiale dell’opera ha successivamente trasformato.
Dove si trova oggi il dipinto?
L’originale è conservato al Rijksmuseum di Amsterdam, dove il progetto Operation Night Watch continua a studiarne materiali, tecnica e conservazione. La ricostruzione dei margini fu un allestimento del 2021, non una condizione permanente da presumere durante una visita. Il museo rende disponibili online immagini e approfondimenti che permettono di confrontare l’opera attuale con la ricostruzione della composizione perduta.




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