Aquino, in provincia di Frosinone, è una destinazione culturale che unisce archeologia romana, Medioevo e memoria di San Tommaso. Il momento più interessante per riscoprirla nel 2026 arriva dal 4 al 6 settembre, quando il centro storico ospita la IX edizione del Palio della Contea. Per chi cerca cosa vedere ad Aquino, l’evento è un buon punto di partenza per costruire una visita tra Aquinum, Porta Capuana, Santa Maria della Libera, il Museo della città e il borgo medievale.
Aggiornamento 3 settembre 2026: la pagina è stata ampliata dopo il nuovo interesse registrato sul sito per Aquino e dopo la pubblicazione del programma del Palio della Contea 2026.

Palio della Contea di Aquino 2026: date e programma
La IX edizione del Palio della Contea di Aquino si svolge venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 settembre 2026. La manifestazione porta nel centro storico giochi popolari, sfide tra contrade, costumi storici e momenti di festa legati alla memoria della Contea.
| Giorno | Appuntamento | Cosa succede |
|---|---|---|
| 4 settembre | Palio dei Piccoli | Giochi tradizionali dedicati ai più giovani |
| 5 settembre | Grande Palio | Prime sfide tra le contrade |
| 6 settembre | Grande Palio e premiazione | Gare finali e assegnazione del Palio |
Il programma regionale segnala tra i giochi la corsa con la pignata di fagioli, la corsa con i sacchi, il salto con la fune e altre prove legate alla tradizione locale. Le contrade storiche di Aquino tornano così a occupare le piazze con una formula che mescola competizione e rievocazione. Per eventuali variazioni dell’ultimo momento conviene controllare la scheda aggiornata del Palio della Contea su VisitLazio.
Cosa vedere ad Aquino in un giorno
Il centro di Aquino permette di concentrare in poco spazio testimonianze di epoche molto diverse. Un itinerario culturale può seguire questo ordine:
- Porta Capuana o Porta San Lorenzo, lungo l’antico asse della Via Latina;
- Chiesa di Santa Maria della Libera, uno dei monumenti medievali più riconoscibili;
- Museo della città di Aquino, utile per leggere insieme archeologia e storia locale;
- Arco di Marcantonio e resti dell’antica Aquinum;
- borgo medievale, Torre dei Conti e luoghi legati alla memoria di San Tommaso.
Chi vuole allargare il percorso al territorio può collegare la visita al nostro approfondimento sulla Ciociaria e i suoi itinerari culturali.
Aquinum e Porta Capuana: l’ingresso alla città romana
L’antica Aquinum si sviluppò lungo la Via Latina in una posizione strategica tra Roma e la Campania. Il paesaggio archeologico è ancora leggibile attraverso resti di strade, edifici termali, strutture monumentali e tracce dell’anfiteatro.

Uno dei punti più immediati per capire questo passato è Porta Capuana, chiamata anche Porta San Lorenzo. La struttura in blocchi di travertino si trova sull’asse che collegava la città alla Via Latina e conserva il rapporto visivo tra il tracciato romano e il paesaggio moderno.
In prossimità della porta, durante l’equinozio d’autunno, il tramonto può creare un particolare allineamento visivo con il rosone di Santa Maria della Libera. È uno dei dettagli che mostrano quanto il patrimonio archeologico di Aquino continui a essere letto anche attraverso il paesaggio.

Museo della città di Aquino: cosa conserva
Il Museo della città di Aquino raccoglie materiali che permettono di seguire le principali fasi della storia locale, dalla preistoria all’età romana e medievale. È la tappa più utile se si vuole capire ciò che si osserva successivamente nell’area archeologica.
Tra i reperti più conosciuti c’è il sarcofago delle quadrighe, databile tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d.C. Il rilievo raffigura una corsa di carri e il manufatto è legato anche a una storia moderna complessa: fu trafugato e in seguito recuperato dopo essere finito nel mercato internazionale delle antichità.

Orari e modalità di visita possono cambiare in occasione di eventi e aperture speciali. Prima di partire è quindi utile controllare il sito del Comune di Aquino.
Santa Maria della Libera: il monumento medievale da non perdere
La Chiesa di Santa Maria della Libera è uno dei luoghi più riconoscibili di Aquino. L’edificio romanico sorge in un’area già occupata in età romana e riutilizza elementi lapidei antichi, creando un rapporto diretto tra il passato classico e quello medievale.

Il portale centrale è sormontato da una lunetta musiva con la Madonna e il Bambino. All’esterno si riconoscono frammenti di età romana inseriti nella muratura, mentre l’interno è diviso in tre navate. Per chi visita Aquino in chiave storico-artistica, è il punto nel quale la stratificazione della città risulta più evidente.
Arco di Marcantonio e area archeologica di Aquinum

L’Arco di Marcantonio, vicino a Santa Maria della Libera e al percorso della Via Latina, è un’altra tappa utile per leggere la monumentalità dell’antica città.
Nell’area archeologica di Aquinum sono emersi nel tempo resti di edifici pubblici, strutture termali e mosaici. Le terme costituiscono uno dei nuclei più interessanti perché aiutano a ricostruire la vita quotidiana della città romana oltre agli edifici celebrativi.

Il borgo medievale e i luoghi di San Tommaso d’Aquino
Salendo verso Piazza San Tommaso si entra nella parte medievale della città. Qui il paesaggio cambia ancora: la Torre dei Conti di Aquino, il tessuto del borgo e i luoghi associati alla famiglia dell’Aquinate riportano la visita al Medioevo.

Il legame con San Tommaso d’Aquino è uno dei principali motivi per cui la città continua a essere cercata anche fuori dai circuiti archeologici. Sul sito abbiamo approfondito anche la tradizione del crocifisso legato a San Tommaso a Napoli, utile per seguire la figura del teologo oltre il luogo d’origine.
Quando andare ad Aquino
Settembre 2026 è un periodo particolarmente favorevole perché il Palio della Contea dal 4 al 6 settembre aggiunge al patrimonio permanente un evento capace di rendere visibili contrade, tradizioni e memoria medievale. Chi preferisce una visita più tranquilla può invece concentrarsi su area archeologica, museo e borgo fuori dagli orari delle manifestazioni.
Il vantaggio di Aquino è proprio la concentrazione: in una sola giornata si passa dalla città romana alla chiesa romanica, dal museo al borgo medievale. Il Palio aggiunge una chiave ulteriore, perché trasforma per tre giorni quella storia in una pratica collettiva contemporanea.