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Bodypositivity e fotografia

Le fotografie incise di Giulia Lazzaron abbracciano l’idea di accettazione del corpo

Coralli, Giulia Lazzaron 2020, bodypositivity
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Accettazione del proprio corpo. È questa la chiave per interpretare il senso generale del movimento ‘bodypositivity’: una campagna di sensibilizzazione che nasce fuori dai confini italiani da alcune delle più note modelle Curvy del panorama internazionale. Il movimento, abbraccia i temi del pregiudizio sociale legato all’immagine di un corpo ‘imperfetto’. Inizia a farsi strada tra le donne, prime vittime di un giudizio superficiale che vede il corpo analizzato e brutalmente criticato specie dopo gli anni novanta, quando le riviste patinate di moda avevano imposto i canoni di un’immagine ‘perfetta’, poi si estende fino a toccare tutti gli aspetti legati alla ‘diversità’ senza distinzione di genere e con l’obiettivo di educare e sensibilizzare la società a una visione più profonda del valore umano,  che fino ad ora si è ritenuto essere ‘difettoso’, l’identità diviene conoscenza della propria interiorità, accettazione di se stessi e della propria natura.

Giulia Lazzaron: quando la fotografia parte da se stessi, svolge una funzione sociale

Artista visiva classe ‘92, si laurea in pittura presso l’Accademia di Brera e inizia la sua ricerca artistica indagando i principali simboli di trasformazione psichica, ispirandosi all’opera monumentale di Carl Gustav Jung. Nel 2017 diviene artista socia del Museo Permanente di Milano e collabora ad alcuni progetti. 

Le sue opere sono attualmente presenti in diverse collezioni private e pubbliche.

Dopo la fotografia intima del corpo, nata da una condizione personale di disagio in relazione alla propria immagine riflessa e al giudizio sociale della stessa, avviene l’osservazione e affiorano archetipi che l’artista incide sulla carta stampata, come a dichiararsi finalmente libera dal pregiudizio. 

Gli “animali interiori” e i simboli, sono incisi istintivamente su macro foto di corpi over size. Le sue opere sono i frame di una ricerca che abbraccia il movimento #bodypositivity, frutto del suo incontro con Laura Brioschi, modella curvy e rappresentante italiana della campagna di sensibilizzazione omonima.

La ricerca artistica e la fotografia incisa

Attraverso lo studio dei simbolismi dell’inconscio, dei sogni e delle fantasie, Giulia indaga in maniera analitica la sua trasformazione. Un passaggio che riconosce come metamorfosi genetica naturale, che tocca il suo mondo interno e quello esterno. In effetti questa evoluzione, risuona con l’universo e con la natura stessa ed è per questo che Giulia osserva anche l’ambiente e il mondo animale e ne trae ispirazione. Immaginando realtà in cui specie animali evolvono per combattere l’estinzione dentro e fuori di lei, incide istintivamente le immagini che produce – un gesto primordiale che si contrappone alla tecnica fotografica  attenta e analitica e con il segno grafico porta in superficie il suo universo: un piccolo ecosistema che si trasforma per restare vivo. Sono archetipi, dice, come quelli che Gustav Jung definiva “elementi incrollabili dell’inconscio che cambiano forma continuamente… realtà in bilico tra istinto e spiritualità…”.

E’ così che l’arte contemporanea svolge un’azione di guarigione personale e di grande impatto sociale.

Giulia Lazzaron ha esposto recentemente le sue nuove opere in occasione di BOOming contemporary art Show 2020, manifestazione d’arte contemporanea parallela alla più conosciuta Arte fiera, nel palinsesto espositivo dell’importante Art week bolognese, riscuotendo ammirazione. La sua opera in copertina dal titolo “Coralli” è stata selezionata tra le prime 5 al premio interno “Tiziano Campolmi”.

Coralli, Giulia Lazzaron 2020, bodypositivity
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