Dal 18 settembre 2026 al 29 marzo 2027 i Musei di Palazzo dei Pio di Carpi ospitano Le acque del Caos e l’ordine di Maat, una mostra costruita con reperti provenienti dai depositi del Museo Egizio di Torino. Il percorso usa il contrasto tra caos e ordine per spiegare un punto centrale della visione egizia del mondo: l’equilibrio non era considerato permanente, ma qualcosa da mantenere attraverso azioni, rituali e responsabilità.
Per chi vuole organizzare la visita, i dati essenziali sono già disponibili: biglietto intero 6 euro, ridotto 4 euro, ingressi ogni 20 minuti per un massimo di 20 persone. La mostra si trova nella Sala dei Mori e il biglietto dedicato non comprende l’accesso ai Musei di Palazzo dei Pio.
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Date | 18 settembre 2026 – 29 marzo 2027 |
| Martedì-giovedì | 10:00-13:00 |
| Venerdì-domenica e festivi | 10:00-18:00 |
| Lunedì | Chiuso |
| Biglietto intero | 6 euro |
| Biglietto ridotto | 4 euro |
| Sede | Sala dei Mori, Musei di Palazzo dei Pio, Carpi |

Museo Egizio a Carpi 2026: date e orari della mostra
La mostra apre venerdì 18 settembre 2026 e resta visitabile fino al 29 marzo 2027. Da martedì a giovedì l’orario è 10:00-13:00. Venerdì, sabato, domenica e festivi l’apertura si estende dalle 10:00 alle 18:00. Il lunedì è giorno di chiusura, così come Natale e Capodanno.
Gli ingressi sono organizzati ogni 20 minuti per un massimo di 20 persone per fascia. Prima della visita conviene controllare la pagina ufficiale dei Musei di Palazzo dei Pio dedicata alla mostra, soprattutto in prossimità di festività o iniziative speciali.
Quanto costano i biglietti
Il biglietto intero costa 6 euro, mentre il ridotto costa 4 euro. La riduzione è prevista, tra gli altri, per cittadini dell’Unione Europea dai 19 ai 25 anni e over 65, insegnanti e accompagnatori, gruppi di almeno 25 persone e aderenti ad alcune convenzioni.
L’ingresso gratuito riguarda diverse categorie, tra cui minori di 18 anni, studenti universitari con tesserino, persone con disabilità e fragilità, aderenti ICOM e altre categorie indicate dal museo. Il biglietto della mostra non include la visita ai Musei di Palazzo dei Pio, quindi è importante non confondere i due accessi quando si pianifica la giornata.
Cosa vedere: il Libro dei Morti di Hor
Tra i reperti più importanti compare il Libro dei Morti di Hor, un papiro di epoca tolemaica, databile tra il 305 e il 30 a.C. I Libri dei Morti non erano libri nel senso moderno, ma raccolte di formule destinate ad accompagnare il defunto nel passaggio verso l’aldilà.
Il papiro esposto a Carpi comprende la scena della pesatura del cuore. Il cuore del defunto viene confrontato con la piuma di Maat, simbolo dell’ordine e della giustizia. Se il cuore risultava conforme all’equilibrio richiesto, il defunto poteva proseguire il proprio percorso nell’aldilà.
Che cosa significa Maat
Maat indica ordine, verità, giustizia e armonia cosmica. Non è soltanto il nome di una divinità. È anche un principio che descrive il corretto equilibrio del mondo. A Maat si oppone Isefet, associata a disordine, violenza e falsità.
La mostra usa questa tensione come chiave di lettura. Nel pensiero egizio l’ordine non era dato una volta per tutte. Il faraone aveva il compito di preservarlo attraverso il governo e i rituali, mentre anche le azioni individuali contribuivano alla stabilità della società e del cosmo.

Lo scarabeo del cuore: perché veniva messo sulla mummia
Un altro oggetto chiave è lo scarabeo del cuore in steatite verde. Veniva collocato tra le bende della mummia in corrispondenza del cuore. La scelta del colore verde richiama rinascita e vegetazione, concetti legati al ciclo vitale alimentato dal Nilo.
Lo scarabeo aiuta a collegare due livelli che spesso vengono separati nelle spiegazioni sull’Egitto antico: il simbolo religioso e l’oggetto concreto. Le credenze sull’aldilà venivano tradotte in materiali, forme e pratiche funerarie precise.
Rane e serpenti: cosa rappresenta l’Ogdoade
La mostra presenta anche amuleti a forma di rana e serpente collegati all’Ogdoade, il gruppo di divinità legate alle condizioni primordiali che precedono la creazione. Il Nun, cioè l’oceano primordiale, rappresenta una massa informe da cui il cosmo ordinato può emergere.
Qui il caos non va inteso soltanto come distruzione. È anche la condizione originaria da cui nasce l’ordine. Questo passaggio rende più chiaro il titolo dell’esposizione e permette di capire perché animali, acqua e divinità siano collegati nello stesso racconto cosmologico.
Thot, Maat, ushabti e stele funerarie
Il percorso comprende una statuetta bronzea di Thot in forma di ibis accovacciato, una statuetta della dea Maat, una fiaschetta del Nuovo Anno in faience blu, ushabti in legno dipinto provenienti dal contesto degli artigiani di Deir el-Medina e diverse stele funerarie.
Non sono oggetti scelti per accumulare curiosità. Servono a mostrare come ordine, protezione, scrittura, rituale e morte appartenessero a un unico sistema di significati. Il Museo Egizio descrive il progetto come una mostra itinerante costruita interamente con opere provenienti dai propri depositi.
È la stessa mostra dell’Egitto a Bra?
No. Le due esposizioni condividono il coinvolgimento del Museo Egizio e l’uso di reperti normalmente custoditi nei depositi, ma l’intento scientifico è differente. A Carpi il centro è la tensione tra caos e ordine; a Bra il percorso è dedicato soprattutto a divinità, amuleti e rapporto tra faraone e mondo religioso.
Per confrontarle puoi leggere la nostra guida alla mostra Egitto a Bra 2026. Le due mostre possono quindi convivere senza sovrapporsi: rispondono a domande diverse e usano selezioni differenti di materiali.
Vale la pena andarci se hai già visitato il Museo Egizio?
Sì, se ti interessa un percorso tematico concentrato. La mostra di Carpi non prova a sostituire il museo torinese e non presenta una sintesi generale della civiltà egizia. Il suo valore sta proprio nel restringere il campo a una domanda precisa: come gli Egizi spiegavano il rapporto tra disordine e stabilità?
Chi conosce già il museo può trovare interessante anche il fatto che i reperti provengano dai depositi. Per approfondire il contesto della collezione puoi leggere il nostro articolo sui 200 anni del Museo Egizio di Torino.
Quanto tempo prevedere per la visita
Per il solo percorso espositivo è ragionevole mettere in conto circa un’ora, soprattutto se vuoi leggere apparati e didascalie con calma. Le attività didattiche ufficiali dedicate alla mostra hanno una durata indicativa di un’ora, dato utile per stimare la scala del percorso.
Se vuoi visitare anche i Musei di Palazzo dei Pio, considera invece una permanenza più lunga e ricorda che il biglietto della mostra non comprende automaticamente il museo. La distinzione è il dettaglio pratico più importante da controllare prima dell’arrivo.