Dal 18 settembre al 31 dicembre 2026 il Palazzo Ducale di Sassuolo ospita La partitura della materia, mostra personale di Pino Deodato. L’apertura coincide con festivalfilosofia 2026 e nei primi tre giorni, dal 18 al 20 settembre, l’ingresso alla mostra e al Palazzo Ducale è gratuito.
Per chi vuole organizzare la visita, il dato più utile è proprio il calendario del primo weekend: venerdì 18 e sabato 19 settembre apertura fino alle 22:00, domenica 20 fino alle 18:00. Dal 21 settembre la mostra resta visitabile con il normale biglietto del Palazzo Ducale.

| La partitura della materia | Informazione |
|---|---|
| Artista | Pino Deodato |
| Date | 18 settembre – 31 dicembre 2026 |
| Sede | Palazzo Ducale di Sassuolo |
| Indirizzo | Piazzale della Rosa, Sassuolo (Modena) |
| Ingresso gratis | 18, 19 e 20 settembre durante festivalfilosofia |
| Venerdì 18 | 10:00-22:00, ultimo ingresso 21:00 |
| Sabato 19 | 10:00-22:00, ultimo ingresso 21:00 |
| Domenica 20 | 10:00-18:00, ultimo ingresso 17:00 |
Quando apre la mostra di Pino Deodato a Sassuolo
La partitura della materia apre venerdì 18 settembre 2026, nella prima giornata di festivalfilosofia, e resta al Palazzo Ducale fino al 31 dicembre. La personale è promossa da Marca Corona in collaborazione con le Gallerie Estensi e curata dalla Galleria Susanna Orlando.
Le informazioni ufficiali sono pubblicate da Marca Corona, che indica anche gli orari straordinari e la gratuità del primo weekend.
La mostra è gratis durante festivalfilosofia?
Sì. Venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre l’ingresso alla mostra e al Palazzo Ducale è gratuito. Dal lunedì successivo la visita a La partitura della materia è invece compresa nel normale biglietto di ingresso del Palazzo.
Per il weekend di festivalfilosofia sono previsti orari ampliati: venerdì e sabato 10:00-22:00, con ultimo ingresso alle 21:00; domenica 10:00-18:00, con ultimo ingresso alle 17:00. Chi punta alla gratuità deve quindi distinguere questi tre giorni dal resto del periodo espositivo.
Cosa si vede in La partitura della materia
Il percorso porta nelle sale barocche del Palazzo Ducale le opere in terracotta invetriata di Pino Deodato insieme a oggetti reali provenienti dal suo studio e dalla sua casa. Un tavolo, una poltrona, uno scrittoio e un letto entrano così negli ambienti storici e diventano parte del racconto.
L’allestimento è organizzato in sette isole narrative. Il titolo suggerisce il metodo: la materia non viene presentata come elemento isolato, ma come parte di una composizione in cui scultura, arredi, luce e architettura lavorano insieme. Il tema entra anche in dialogo con “caos”, parola guida dell’edizione 2026 di festivalfilosofia.
Il risultato è utile anche per chi non conosce ancora Deodato: invece di una retrospettiva costruita soltanto in ordine cronologico, la mostra propone un ambiente nel quale la produzione dell’artista viene letta attraverso il rapporto tra lavoro manuale, quotidianità e memoria.
La Galleria di Bacco e ricAMARE

Il percorso si chiude nella Galleria di Bacco, uno degli ambienti più riconoscibili del Palazzo Ducale, decorato da Jean Boulanger. Qui viene presentato ricAMARE. Il ricamo è un gesto d’amore, nucleo formato da nove bassorilievi in terracotta invetriata e foglia d’oro realizzati nel 2025 insieme alle persone di Marca Corona.
L’opera nasce da motivi e disegni dell’archivio storico dell’azienda ceramica e usa il ricamo come metafora di un lavoro lento, paziente e condiviso. È uno dei passaggi più chiari per capire il legame tra la mostra, il territorio di Sassuolo e la tradizione della ceramica.
Chi è Pino Deodato
Pino Deodato lavora tra scultura, ceramica e pittura, costruendo spesso figure e piccoli mondi in cui il gesto quotidiano assume un valore simbolico. La terracotta è uno dei suoi materiali più riconoscibili: nelle opere può diventare superficie narrativa, corpo, oggetto o architettura in miniatura.
A Sassuolo il rapporto con la materia non è un semplice dettaglio tecnico. La mostra si inserisce in un distretto che ha costruito una parte importante della propria identità proprio sulla ceramica, e usa il Palazzo Ducale per mettere in tensione artigianato contemporaneo e decorazione barocca.
Cosa vedere a Sassuolo nello stesso weekend
Il 18-20 settembre il nuovo appuntamento di Deodato non è l’unico motivo per guardare a Sassuolo. Il centro cittadino ha già avviato un percorso dedicato all’arte contemporanea con la riapertura di Paggeria Arte, spazio che nel 2026 ha inaugurato il nuovo corso con Damien Hirst e ha annunciato ulteriori iniziative proprio in occasione di festivalfilosofia.
Per chi arriva da fuori, la combinazione tra Palazzo Ducale, Paggeria Arte e programma del festival permette quindi di costruire una giornata intera senza limitarsi alla singola mostra. Prima di partire conviene però verificare i singoli calendari, perché orari e modalità di accesso possono variare da una sede all’altra.
Vale la pena andare nel weekend gratuito?
Il weekend del 18-20 settembre è il momento più semplice per vedere la mostra senza costo di ingresso e con orari estesi. È anche la finestra in cui il progetto si legge meglio nel contesto di festivalfilosofia, dato che l’allestimento nasce in relazione al tema dell’edizione 2026.
Chi preferisce una visita meno legata agli eventi del festival può invece scegliere i mesi successivi: La partitura della materia resta infatti al Palazzo Ducale fino al 31 dicembre 2026. In quel caso l’ingresso segue la normale tariffazione del museo.