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Street art: Lediesis e le Superdonne

Lediesis: la street art che strizza l'occhio ai passanti. Grandi donne, raffigurate come supereroine, invadono le città italiane

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Una S da supereroe sul petto e un occhio strizzato, ecco come riconoscere Lediesis, un collettivo di street artists completamente al femminile. Opere che non solo attirano l’attenzione per la loro unicità e maestosità, ma omaggiano le grandi donne, la loro forza e i loro superpoteri.

Lediesis e il potere dell’invisibilità

Conosciamo ancora poco del collettivo Lediesis e delle loro identità, ma possiamo carpire le loro idee attraverso la scelta dei soggetti che ripropongono sulle pareti delle grandi città italiane. Partendo dal nome del collettivo, possiamo capire qual è lo scopo delle street artists che lo compongono: omaggiare le grandi signore (lady).

Le donne che rappresentano non sono solo donne realmente esistite, come Maria Callas o Margherita Hack, ma anche donne nata dalla fantasia dell’uomo, come Lara Croft o la principessa Leila.

Non si parla più di grandi donne, ma di Superdonne, caratterizzate dalla S di Superman sul petto. Le super-eroine vogliono mostrare l’immenso potere o superpotere che ognuno di noi cela dentro di sé e la forza con la quale hanno saputo usarlo per migliorare il mondo.

Oltre la S sul petto, si nota subito l’occhiolino delle Superwomen. Uno strizzar l’occhio non per ammaliare e sedurre, ma per creare un contatto diretto con il pubblico e dimostrare la loro audacia. Un gesto accattivante per far capire allo spettatore che ognuno di noi ha un superpotere. E anche il collettivo Lediesis ha un superpotere: l’invisibilità.

La tecnica utilizzata dalle Super-street artist è la Paste-up, anche conosciuta come Poster Art, in questo modo realizzano e progettano le opere in studio, per poi procedere con l’attacchinaggio notturno in strada.

La Portrait Gallery di strada che stimola la curiosità dei passanti e invoglia ad una vera e propria “caccia al murales”

Non solo street art, ma è una vera e propria galleria a cielo aperto, quella realizzata dalle Lediesis. Un lavoro di tutti e per tutti, volto a stimolare la positività degli spettatori, che hanno dimostrato di apprezzare i murales con selfies, postati sui social.

Ogni città ha la sua eroina, da Firenze con Margherita Hack, che le deve i natali, e Rita Levi Montalcini, che ha vissuto nascondendosi per evitare la deportazione, a Roma con Anna Magnani e Sora Lella, Mamma Roma e Nonna Roma, un concreto omaggio alla romanità.

A Bari, nel quartiere Madonnelle, possiamo ammirare il murale dedicato a Maria Callas, soprano e attrice statunitense di origine greca. A L’Aquila, invece, troviamo un’immensa Frida Kahlo, e a Milano una tormentata Alda Merini. Tra i canali della pittoresca Venezia, ammiriamo la regina dell’arte contemporanea, Peggy Guggenheim. E Bologna la Dotta ospita la femme fatale Marlene Dietrich.

I fortunati passanti hanno potuto ammirare la bellezza Sophia Loren, l’0cchiolino di Lina Wertmuller, l’estrosità di Yayoi Kausama e di Marina Abramovic, e le fantastiche Morticia Addams, Lara Croft, la Principessa Leila interpretata da Carrie Fisher, Eva Kant, Beatrix Kiddo interpretata da Uma Thurman e una Barbie massaia intenta a fare la spesa con la mascherina.

Collaborazioni e progetti per smuovere gli animi e sensibilizzare le persone

Le Lediesis non sono certamente lontane dai temi del sociale, anzi hanno collaborato con la Fondazione Il Cuore si scioglie onlus, con la campagna #ilmomentoèadesso, per la raccolta fondi per progetti di solidarietà. Hanno rappresentato 7 superhumans, uomini e donne che hanno e stanno cambiando la storia con il loro esempio e le loro idee. Personaggi di spessore etico-culturale del calibro di: Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Falcone e Borsellino, Greta Thunberg, Liliana Segre e Pietro Bartolo.

Anche la Milano Fashion Week 2020 (18 – 24 febbraio 2020) ha ospitato le Superdonne. Lungo i Navigli è stato possibile apprezzare e fotografare alcuni lavori: Barbie con la mascherina e la scritta “vado a Wuhan”, due donne con il niqab, Maga Magò, Alda Merini e Manuel Frattini nei panni di Bernadette del musical Priscilla – La regina del deserto.

Un’opera di grande importanza è stata quella dedicata a Giovanna Botteri, rappresentata sempre con gli immancabili simboli delle Superdonne e l’aggiunta di un piccolo microfono sul petto. La corrispondente Rai da Pechino è stata recentemente vittima di body shaming e le super artiste non hanno mancato di omaggiare il suo operato e la sua personalità. Le parole che le hanno dedicato sulla loro pagina Instagram sono state:

Giovanna Botteri, giornalista, è stata oggetto di critiche a causa del suo aspetto non così curato come i canoni superficiali e fittizi vorrebbero imporre. Dal canto suo questa #superdonna non si è scomposta e spinge ad una riflessione per scardinare modelli obsoleti che non hanno più ragione di esistere. A lei va la nostra più sincera stima. Su una finestra cieca del centro di Firenze.

Ultimo progetto da poter cercare e ammirare è Una Nuova Eva, nato con l’intento di rivalutare il ruolo femminile dopo il periodo di quarantena causato dal coronavirus:

 Dopo questo periodo niente sarà più come prima e, ci auguriamo, che anche il ruolo della donna sarà molto più influente nel mondo. La donna è sempre stata molto più capace dell’uomo di vivere in sintonia con le leggi della natura, la nostra Grande Madre e anche stavolta ha dato prova di grande resilienza e spirito di adattamento.

 

street art - lediesis
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