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Villa Adriana: aspettando il respiro della bellezza

Villa Adriana insieme ai siti di Paestum e Pompei saranno tra i primi siti archeologici a riaprire i battenti dal 18 maggio. Gli altri poli museali sono in attesa di ulteriori disposizioni

Villa Adriana

Villa Adriana a Tivoli (Roma) è uno dei siti che aprirà dal 18 maggio insieme a Pompei Paestum, facilitati dalla presenza di spazi esterni. In generale la riapertura dei musei non sarà così semplice ed automatica. I principali musei sono in attesa delle linee guida del Governo per agire in sicurezza e nel rispetto delle regole. Gli Uffizi a Firenze, Il Colosseo, Il Maxi e I Musei Vaticani a Roma si stanno organizzando. Purtroppo avrà maggiore difficoltà il Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma che per problemi di natura amministrativa riaprirà a giugno.

Caro lettore, con la speranza di ripartire con la vita e la cultura ti offriremo oggi un viaggio virtuale a Villa Adriana a Tivoli (Roma), un posto da non perdere! Per entrare con lo spirito giusto nella residenza dell‘Imperatore Adriano ti consiglio di leggere Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar e di vedere qualche frammento teatrale de Le Memorie di Adriano che è stato il cavallo di battaglia di Giorgio Albertazzi.

Villa Adriana

E’ uno dei siti archeologici inseriti nel patrimonio UNESCO dal 1999, fu scelta dall’Imperatore Adriano come sua residenza dal 117 d.C. La Villa era collocata in un’ottima posizione perchè si trovava a 28 Km da Roma, era raggiungibile sia percorrendo la Prenestina, sia la Tiburtina, oppure attraverso la navigazione del fiume Aniene. La zona è ricca di acque in particolar modo la sorgente delle Acque sulfuree e delle Acque Albule. Era inoltre attraversata da quattro importanti acquedotti che servivano Roma, ossia l’Anio Vetus, l’Anio Novus, l’Aqua Marcia e Aqua Claudia.

L’Imperatore Adriano era un uomo molto colto e raffinato e amava profondamente la cultura greca, Era infatti l’unico Imperatore che portava la barba, proprio al fine di omaggiare i filosofi greci. Secondo uno dei suoi biografi, Elio Sparziano, scopo dell’ Imperatore era quello di riprodurre nella villa i luoghi e i monumenti che più l’avevano colpito durante i suoi viaggi nelle Province dell’Impero. Di grande rilievo riveste la figura del giovane Antinoo, amato dall’Imperatore Adriano.

Villa Adriana: Gli ambienti

Tra le strutture presenti nella villa ricordiamo: il Pecile, un grande giardino con una piscina al centro, circondata da un porticato, Il Canopo altro bacino d’acqua lungo circa 120 metri e circondato da un lunghissimo porticato e da numerose statue di Cariatidi uguali a quelle del Partenone e da altre statue, due delle quali rappresentavano i fiumi Tevere e Nilo. Quella raffigurante il Nilo aveva un grande valore affettivo per Adriano. II suo giovane amante Antinoo annegò nelle acque del Fiume Nilo, durante un viaggio in Egitto.

Il Canopo terminava con un’esedra che rappresentava il Triclinio imperiale, all’interno del quale si trova lo Stibedium, letto triclinare nel quale si tenevano i banchetti. Accanto c’è un edificio con una cupola a spicchi che costituiva i resti delle Piccole e delle Grandi Terme. Le prime erano destinate all‘Imperatore e agli ospiti ed erano dotate di un frigidarium, ossia un ambiente dove era possibile fare bagni in acqua fredda. Le Grandi Terme erano invece destinate al personale di servizio, avevano un sistema di riscaldamento posto sopra il pavimento e una stanza detta Sudatio.

Gli altri locali che sono ancora in buono stato di conservazione sono: La sala dei Filosofi, destinata alle riunioni con i politici, il Teatro Greco e la Piazza d’Oro, L’Antinoieon, venuto alla luce nel 2003, luogo dedicato al culto del giovane Antinoo che dopo la morte era stato “deificato” dall’Imperatore. Molti erano i richiami all’Egitto. L’Accademia, lo Stadio, il Palazzo Imperiale. Il Teatro Marittimo era invece un luogo dove l’Imperatore si ritirava per meditare, per leggere, una specie di isola nella quale si rifugiava dal mondo, una piccola “città proibita”.

Villa Adriana conteneva circa 400 sculture, ma venne poi saccheggiata dai Barbari di Totila.  Durante il Medioevo verrà abbandonata e utilizzata come cava di materiali edili e di pregio  come marmi, mosaici, decorazioni e come riserva di pietra dalla quale estrarre la calce. Solo nel Quattrocento verrà identificata come Villa dell’Imperatore Adriano da Biondo Flavio. Fu Papa Alessandro II Borgia a promuovere gli scavi, che furono intensi tra il XVI e il XIX secolo. Oggi possiamo ritrovare alcuni reperti di Villa Adriana sia nei Musei Vaticani, sia nei Musei Capitolini. Verso fine Ottocento sarà poi acquistata dal Regno d’Italia che incominciò i lavori di restauro.

Caro lettore lasciati accompagnare dalle parole di Albertazzi e preparati ad abbracciare di nuovo la bellezza.

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