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Gianrico Tedeschi, l’addio ad un grande maestro della scena del ‘900

L'attore milanese cominciò la sua carriera di teatro in un lager. Artista poliedrico, tra palco, tv, radio e cinema, aveva compiuto 100 anni ad aprile.

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Ti ricordi lo spot della famosa pubblicità Philadelphia? Oltre la grande carriera teatrale Gianrico Tedeschi era un uomo pieno di ironia. Cosa ne pensi?

Gianrico Tedeschi, è morto lunedì nella sua casa di Pettenasco, a Novara. Nato a Milano nel 1920, vanta 70 anni  di carriera nel teatro italiano. Si è dedicato anche alla tv, radio, cinema ed è noto per alcuni spot pubblicitari, distinguendosi per la sua coerenza e il suo sguardo graffiante. Ha iniziato a recitare in un campo di prigionia nazista, portato lì, perché si era rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò. Ha collaborato con i più grandi registi, da Luchino Visconti a Giorgio Strehler a Luca Ronconi. In occasione dei suoi 100 anni, aveva ricevuto un messaggio di auguri dal Presidente della Repubblica Mattarella. Se ne va un uomo di grande spessore che ha riempito la sua vita di arte.

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Gianrico Tedeschi, gli inizi in un lager

Tedeschi, abbandonò gli studi universitari alla Cattolica per partecipare come sottotenente in guerra. Catturato in Grecia, si rifiutò di andare a Salò e tra il 1943 e il 1945, venne trasferito nei campi di concentramento di Beniaminovo e Sandbostel in Polonia e poi a Wietzendorf in Germania. Per resistere alla dura situazione, cominciò a mettere degli spettacolini in scena. Egli stesso raccontava che recitava l’Enrico IV di Pirandello di fronte ai compagni di lager che sono stati oltre a Enzo de Bernard, intellettuali come Enzo Paci, Giovannino Guareschi, Giuseppe Lazzati, Giuseppe Novello e Roberto Rebora. In seguito si diplomò all’Accademia a Roma. 

“Fare teatro? “Mio papà era appassionato di teatro ci portava tutte le domeniche e io, che avevo sei anni, mi annoiavo da morire. Poi una volta mi ha portato al Teatro Dal Verme a vedere Ermete Zacconi in “Spettri” di Ibsen. La sua recitazione mi ha talmente impressionato che da lì ho cominciato ad andare volentieri a teatro”.

Gianrico Tedeschi, e i grandi nomi della scena teatrale

Due sono stati i grandi nomi del teatro, nella vita e nella carriera di Tedeschi: Strehler e Visconti. Debuttò nel ‘47 sotto la regia di Strehler con “Sotto i ponti di New York” di Maxwell Anderson, per poi lavorare in seguito col grande Luchino Visconti prendendo parte nella Locandiera e nelle Tre sorelle cechoviane. Recitò nella parte di Pantalone nello storico Arlecchino in varie tournèe in U.R.S.S e U.S.A. Attore versatile, tra stili, diverse compagnie e sedi come  il Piccolo di Milano, lo Stabile di Genova e quello di Trieste. Noto per il teatro leggero, con Anna Magnani, recitò con Tognazzi, e nelle commedie musicali con Rascel e Delia Scala. 

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