Polaroid, Manuele Geromini

Manuele Geromini: quando una Polaroid svela aspetti sorprendenti della vita

Continua fino al 28 aprile la mostra Polaroid, di Manuele Geromini a Roma, nel bellissimo e storico quartiere di Trastevere, presso Radio Trastevere Gallery, in Via Natale del Grande 21

Se sei appassionato di fotografia e in generale di arti figurative, se vuoi scoprire un modo nuovo e creativo per dar vita alla tua vecchia Polaroid, o se hai deciso di regalarti una Polaroid non perdere questa mostra.

E’ un viaggio breve ma intenso nell’interiorità e nella sperimentazione di un artista, attraverso il quale potrai scoprire significati universali.

Per la nostra redazione Arte.icrewplay.com ho visitato la mostra Polaroid di Manuele Geromini, presso Radio Trastevere Gallery. In uno spazio molto intimo, le opere di Geromini si offrono allo sguardo nella loro interezza per poi rimpicciolirsi nel formato standard della classica Polaroid e dar modo al fruitore di fare un ipotetico “zoom” sui dettagli.

La mostra, che è stata presentata il 22 aprile alle 18, introduce una fase puramente sperimentale della carriera artistica di Manuele Geromini che ha pubblicato su riviste internazionali come “Vogue”, “Le Monde”, “Interview”, “GQ” e ha lavorato in campo cinematografico con registi come Sorrentino e la Wertmuller.

“Interpreto la fotografia come creazione di immagini sacre. Non in termini religiosi, ma assoluti, non come rappresentazione o tentativo di condurre al reale, ma di trascenderlo, renderlo molle, pieghevole al sentire interiore, la poesia non serve a nulla se non a nutrire i nostri cuori”

Manuele Geromini: “La vita è un continuo istante infinito”

Il breve, ma intenso percorso espositivo, racconta la sacralità della vita che si dibatte tra passato e futuro, tra vita e morte, tra nascita e solitudini. L’istante e la casualità, momenti aleatori, fragili e brevi, si pongono nel mezzo tra questi due estremi.

“La vita è un continuo istante infinito. Dunque dovendo scegliere un modo di rappresentarlo ho scelto di usare due immagini sovrapposte. Una rappresentante il passato e quella successiva il futuro. La prima è impostata con coscienza, la seconda è imprevedibile. L’istante è l’immagine nel mezzo, quella che non c’è, quella che costantemente ci sfugge”

Dietro ogni scatto c’è un lungo progetto finalizzato ad esprimere l’aspetto aleatorio e sfuggente dello scatto. Si stabilisce un rapporto tra l’artista, il mezzo tecnologico e i materiali utilizzati per presentare l’esposizione. Sappiamo tutti che la Polaroid, stampa automaticamente le foto, ma l’artista può intervenire decidendo il momento esatto dell’apertura e studiarne la casualità degli effetti.  L’immagine viene prima disegnata e poi realizzata con la Polaroid.

Le immagini piccole sono poste in una teca di vetro, che nell’angolo della sala svela al fruitore dei brevi racconti legati all’istante della vita che nasce, testimoniata da fiori e figure femminili. L’istante è anche legato all’urlo di dolore, che ci ricorda una solitudine primordiale.

Le cornici con il loro sfondo rivestono una particolare importanza, sia per l’armonia di colori che l’artista è riuscito a creare, sia perchè ci costringono a ritornare ad esplorare dei dettagli ogni volta nuovi che svelano frammenti di un racconto.

Da un punto di vista estetico, attraverso la teca di vetro che fa angolo e le cornici, l’artista offre anche ottime soluzioni di design, ma dietro l’aspetto estetico c’è comunque una pura ed interessante ricerca interiore basata su temi universali.

Le due immagini più grandi richiamano la bellezza, la classicità e quei modelli sacri e indelebili nell’arte e nella vita. Attraverso la sperimentazione con la Polaroid, l’artista guarda Bernini, Caravaggio e Michelangelo in una splendida fusione di vita e morte, di passato e futuro.

Manuele Geromini
Manuele Geromini, opera realizzata su Polaroid, foto scattata presso Radio Trastevere Gallery

Questa foto che apre il percorso espositivo, si presenta con un formato grande e cattura subito l’attenzione dello spettatore che viene colpito dal ricordo dell’Enea ed Anchise di Bernini, ma può anche notare il taglio di luce che richiama Caravaggio.

Manuele Geromini

 

Manuele Geromini
Dal sito web dell’artista

 

Anche quest’altra immagine cattura immediatamente il fruitore ed è posta su un supporto molto particolare che richiama il mondo del teatro. Il formato è grande e la prima associazione è quella della Pietà di Michelangelo. Molto forte è il concetto del tempo poichè sul torace dell’uomo seduto leggiamo da una parte 1966, dall’altra 1994.

Manuele Geromini
Dal sito web dell’artista

 

Il riferimento è al tempo passato e il tutto viene presentato come una scena teatrale. In questo incontro di espressioni artistiche, dove il tempo passato è già una “morte in azione”, abbiamo la sensazione di essere fortemente legati alle leggi e all’inesorabilità del tempo. L’attimo che ci sfugge e del quale parla Geromini, può limitare il nostro sguardo sul presente, come testimonia la corda posta sugli occhi del personaggio principale.
Manuele Geromini
In quest’altra opera abbiamo una modella distesa e legata che tiene in braccio un bambolotto.
Il tema universale della nascita è presente anche in altre forme e in particolar modo nei formati più piccoli.
Sotto forma di fiori e in particolar modo, i fiori sul volto di una modella, sembrano rappresentare il modo con cui, la semplicità di uno sguardo che incontra l’altro, determini il fluire dell’esistenza tra innamoramenti, nascite, morti e ancora rinascite.
Ma torniamo alla doppia soluzione dell’immagine della modella col bambolotto. Un’immagine, quella di sinistra, è rappresentata in maniera più ordinata e pulita. La seconda, quella di destra, ha un diverso colore e presenta delle sporcature.
Geromini ha voluto mostrare il rapporto tra l’artista e il mezzo tecnologico. Se la pellicola viene aperta prima del tempo produce effetti imprevisti. L’artista ha voluto quindi sperimentare e rappresentare il risultato aleatorio del mezzo tecnologico.
A questo punto e di fronte alla rappresentazione di una nascita, viene spontaneo chiedersi se il colore che diamo alla nostra vita dipende proprio dal modo in cui la padroneggiamo, da quante luci ed ombre facciamo entrare, da come riusciamo a cogliere il senso degli attimi.
Manuele Geromini
Questa figura d’uomo posta all’interno della teca di vetro e anche all’interno di una singola cornice con differente soluzione di colore, richiama Francis Bacon, in particolare nella fase degli uomini urlanti e riconduce quindi all’eterna solitudine dell’uomo.
Una mostra da percorrere più volte per scoprire ogni volta nuovi dettagli e cogliere quei significati universali che l’artista ha saputo offrire lavorando sulla sperimentazione e sulla sua interiorità.
Ha ancora tempo fino al 28 aprile per prenotare la tua visita. Per ulteriori informazioni rivolgiti a Radio Trastevere Gallery, Via Natale del Grande 21 Roma, cellulare 339/7450018. L’ingresso è libero ed è dalle 15 alle 18.
Per ulteriori informazioni sull’artista visita il sito manuelegeromini.com

 

 

 

 

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