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le nuvole

Al Teatro Greco di Siracusa le Nuvole di Aristofane

Calenda: "la prima commedia dopo sette tragedie", mette in scena un’edizione surreale delle Nuvole

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La commedia greca antica è uno dei generi letterari e teatrali principali dell’antica Grecia, più recente della tragedia; Aristofane ne è il maggiore esponente e con il suo genio, la sua modernità e le sue storie comiche e profonde allo stesso tempo, riesce ancora oggi ad entusiasmarci.

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Dal 3 Luglio al 21 Agosto, la splendida cornice del Teatro Greco di Siracusa, sarà il palcoscenico di una delle più celebri commedie di Aristofane, Le Nuvole per la regia di Antonio Calenda, alternandosi con Baccanti di Euripide per la regia di Carlus Padrissa della compagnia catalana La Fura dels Baus.

Antonio Calenda è alla sua ottava regia al Teatro Greco di Siracusa, la prima commedia dopo le tragedie Aiace di Sofocle (1988), Prometeo di Eschilo (1994), Agamennone di Eschilo (2001), Coefore di Eschilo (2001), Persiani di Eschilo (2003), Eumenidi di Eschilo (2003), Baccanti di Euripide (2012).

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Un lungo applauso ha accolto il debutto  della commedia, che è la terza produzione del 2021 della Fondazione Inda.

Calenda, alla sua ottava regia a Siracusa,la prima commedia dopo sette tragedie”, ha messo in scena un’edizione delle Nuvole “brechtiana, surreale, inquieta e crudelmente comica” che ha la traduzione dal greco di Nicola Cadoni.

Aristofane, intellettuale, diremmo oggi, perfettamente immerso nel vortice politico e filosofico del suo tempo, protagonista del dibattito che egli stesso alimenta con la sua arte

ha affermato il regista,

 

propone un sovvertimento comico, e allo stesso tempo tragico. Un’opera dell’esistere, contaminata, oltre ogni percezione superficiale, sin nel midollo linguistico, dalle contraddizioni di un momento storico di conflitto, la guerra del Peloponneso, con la conseguente fine o trasformazione del modello della polis ateniese”.

 

Il cast de Le Nuvole

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Nel cast di Nuvole ci sono Stefano Santospago (Aristofane), Nando Paone (Strepsiade), Massimo Nicolini (Fidippide), Antonello Fassari (Socrate), Daniela Giovanetti e Galatea Ranzi (corifee), Stefano Galante (discorso migliore), Jacopo Cinque (discorso peggiore), Alessio Esposito (primo creditore di Strepsiade), Matteo Baronchelli (secondo creditore di Strepsiade), Antonio Bandiera, Matteo Baronchelli, Jacopo Cinque, Alessio Esposito, Stefano Galante, Giancarlo Latina, Alessandro Mannini, Damiano Venuto (discepoli di Socrate), Rosario D’Aniello (Xantia), Noemi Apuzzo, Rosy Bonfiglio, Luisa Borini, Verdiana Costanzo e Laura Pannia (coro di Nuvole).

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Il coro è formato dalle allieve dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico: Giulia Acquasana, Valentina Brancale, Victoria Blondeau, Virginia Bianco, Irasema Carpinteri, Federica Cinque, Valentina Corrao, Carolina Eusebietti, Caterina Fontana, Giorgia Greco, Rosaria Salvatico, Francesca Trianni e Gaia Viscuso.

Le scene e i costumi sono di Bruno Buonincontri, le musiche di Germano Mazzocchetti, la coreografia di Jacqueline Bulnes, Luigi Biondi è il light designer, Alessandro Di Murro l’assistente alla regia, Francesca Forcella l’assistente alla scenografia, Laura Giannisi l’assistente ai costumi mentre Giovanni Ragusa è il direttore di scena.

La trama de Le Nuvole

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La storia, lo ricordiamo, è quella di Strepsiade, un padre pieno di debiti a causa dei vizi del figlio, giocatore e nullafacente. Deciso a farsi insegnare come difendersi e vincere tutto con la forza della parola, Strepsiade si reca da Socrate e dai Sofisti che, come un coro di Nuvole spiega ed esemplifica , sanno insegnare come disquisire e vincere ogni partita.

Il vecchio però fatica a capire e si fa sostituire dal figlio, che assiste al diverbio tra Discorso Migliore e Discorso Peggiore, ove prevale il secondo. Strepsiade si rende presto conto che il figlio ha imparato assai bene a prevaricare su tutto e tutti, padre compreso. Arrampicatosi allora sul tetto della scuola, dà fuoco a tutto.

 

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Le Nuvole sono un classico della commedia di tutti i tempi e per Aristofane sono una metafora di tanti concetti, volatili e cangianti come il pensiero, elementi della natura che fanno piovere, tuonare, cadere fulmini ma allo stesso tempo sono un riparo soffice; punitrici e vendicatrici al tempo stesso.

Un’interpretazione intensa e coinvolgente quella che, in particolare, ha salutato  il pubblico del debutto; Nando Paone spumeggiante nelle vesti del “disperato” Stepsiade.

Battute e gag esilaranti, soprattutto perchè , rapportate ai giorni nostri, fanno ancora più sorridere

“Il reddito di contadinanza”

“Socrateeeee, Socratuzoooo”

e poi un tango improbabile, un giaciglio improvvisato e interpretazioni canore degne ora di un musical ora di un film comico; insomma, uno spettacolo piacevole, per tutti i gusti.

Meritato sicuramente il lungo applauso che ha accompagnato questo debutto.

La 56° Stagione 2021 della Fondazione Inda ha ricevuto il sostegno da Camera di Commercio del Sud Est, Erg, Unicredit, Fondazione Sicilia e Fondazione Nobis.

Uno spettacolo senza eguali in una cornice strepitosa.
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